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domenica 21 luglio 2019

Non ricordo più in che direzione sto andando.

Volevo scrivere un post che parlasse delle mie paranoie e di quello che mi spappola il cervello in questo periodo, in maniera un pò generica, come se la cosa potesse riguarda anche voi o gli altri; magari una o due paranoie delle mie sono anche le vostre ma il modo in cui si legano le une alle altre crea un effetto unico, un' ansia gigante che stressa e attanaglia solo me quindi ho cercato di capire come si legassero questi miei stati d'animo, queste mie paure e a metà strada mi sono un pò persa.

Abbiamo cremato la salma di mamma settimana scorsa.
Dopo due spurghi andati male, abbiamo scoperto che se facevamo richiesta avremmo avuto la possibilità di ottenere il servizio in maniera gratuita e sebbene ci abbiano assicurato che era solo questione di settimane (eravamo a Gennaio) abbiamo ricevuto la chiamata solo giovedì scorso.
L'abbiamo portata a casa. Nel tragitto avevo l'urna (messa dentro una sacca) tra i piedi. Avevo paura che potesse rovesciarsi e la stringevo con le caviglie ma era bollente (e non per il caldo) e facevo una fatica immensa.
Quindi è questo che resta di una persona?
Un ammasso di polvere che brucia tra le gambe di una figlia troppo orgogliosa per ammettere anche solo a se stessa di stare soffrendo come un cane?
Prima che elenchiate tutte le cose belle che sono rimaste vi stoppo e vi dico che lo so  ma in quel momento è questo quello che pensavo.
Pensavo anche al fatto che nessuno delle mie amiche lo sapesse. Non ho più il coraggio di raccontare niente a nessuno, specialmente a loro. Come se mi vergognassi, come se non valesse la pena dire niente. sempre e solo cose brutte devi raccontare a quelle ragazze? Perchè devo essere cosi patetica?
Lo hanno saputo un paio di zie che volevo non sapessero niente ma avendo chiesto un permesso al lavoro e lavorando con una di loro e un mio cugino era inevitabile.
Gli abbiamo detto nuovamente addio a mare. Sebbene mio padre e mia sorella insistessero per farla restare a casa alla fine si sono resi conto che anche lei avrebbe voluto essere finalmente libera.
Ho sofferto molto. Ancora. Nonostante siano passati 10 anni.

Ho preso un paio di batoste, buttato giù bocconi amari, fatto buon viso a cattivo gioco.
Ho provato ad ascoltare un pò più l'istinto. A osare di più. A fare la stronza in alcuni casi.
Tanto a fare la cosa giusta non si guadagna granché.
Sono stata aggressiva a casa. Ho quasi risposto male ai colleghi al lavoro.
Ho pianto sotto la doccia, in silenzio, fino a smettere di respirare.
Ho avuto voglia di farla finita di nuovo. Ho guardato i polsi e poi mi sono infilata con la testa sotto l'acqua fredda.

E niente. C'era dell'altro, c'è dell'altro ma mi sono persa. A metà strada mi perdo sempre.





13 commenti:

  1. perdersi. perdersi è un diritto (non so cosa sto scrivendo, mi lascio trasportare senza meta sulla scorta del tuo post). le ceneri vanno disperse, è la volontà di chi è nell'urna, il mare o la montagna o il cielo richiamano forti come le sirene. e se perdersi è naturale, che un genitore non sopravviva ai figli lo è anche di più. potrei dirti che ho vissuto qualcosa di simile ma non ti interesserebbe, barbari quelli che - quando c'hai bisogno di dire la tua - ti interrompono coi fattacci loro (li trovo barbari, sì).

    bello perdersi a metà strada, ché come se una voce dentro di te ti stesse urlando che stai andando nella direzione sbagliata ma noi, più sordi di Ulisse al canto delle sirene, non capiamo. e allora, questa voce dentro di te, provvede lei. con ostacoli sul cammino, con bombe a mano lanciate di lato e piogge acide dall'alto.

    bello perdersi per ritrovarsi come si deve, appena uscita dalla doccia, coi polsi belli che asciutti e sani. osare è sano. se è vero, come dice quella frase a effetto che "solo chi osa impara a volare", il bello dell'osare sta nel coraggio di sapere che, quando spicchi il volo, puoi anche cadere. ma è l'obiettivo che ci deve fare bene, che ci deve fare correre un rischio, che a correre rischi così a vuoto, anche se vinci, vinci niente.

    (un commento indecente ma, visto che mi sono perso, poteva anche andare peggio). ti abbraGGio (per fare rima, mica che)

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    1. Non so se osare sia sano o alla lunga ti faccia bruciare .. non mi sono spinta cosi oltre.
      ti abbraccio anch'io.

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  2. quello che leggo di te..e che mi colpisce..è che sei AUTENTICA.
    non lasciare che la bellezza di questa autenticità venga dimenticata o accantonata,
    sei triste??sii triste.
    non nascondere il dolore,mai.
    soffri tanto emerge così tanto..
    anche la sofferenza può essere bella..
    perchè ti parla di persone belle non ci sono più.
    è come ascoltare una loro ninna nanna.
    la prossima volta che non riuscirai a respirare dal dolore pensa a tua madre che ti sta cantando una cantilena..
    ascoltala in silenzio.e poi sorridi.

    un abbraccio

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  3. Stellina del mare...
    Ci vuole una forza immane per affrontarsi e tu ce l'hai.
    E a volte perdersi è l'unica cosa che ci serve, anche solo per fermarsi e tirare un po' il fiato.
    Se poi qualche volta ti capitasse, perdendoti ma anche no, di approdare in quel di Milano...male non sarebbe.
    Da quando ho perso il giro con te e Ade ne abbiamo parlato spesso ma ancora non c'è riuscito.
    ...ancora ;-)

    Ti abbraccio forte

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  4. Ci vuole una gran forza a mostrare la propria fragilità.
    Un abbraccio.

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    1. Io purtroppo la nascondo benissimo...
      un abbraccio.

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    2. ...e continua a nasconderla benissimo: secondo la mia esperienza non è che al resto del mondo importi molto; ho visto che dietro le frasi di circostanza non c'è poi granché. L'unico anestetico per queste cose è il tempo, anche se 10 anni forse non bastano.
      Se ci danno una pacca sulla spalla è già tanto, il resto - purtroppo - dobbiamo farlo noi, anche farci forza e coraggio.
      ...e quindi: forza, dai!



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    3. Mi sono espresso male: su questo blog mostri la tua fragilità (che è comune a un sacco di persone: tutti abbiamo dei lati deboli che tentiamo di mascherare) e, personalmente, il fatto che la mostri è per me segno della forza che hai ;-)

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    4. Si, io avevo capito :) ma viene fuori solo qua quindi è per questo che la nascondo benissimo...

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  5. Non ho mai capito perché per la società non si possa essere tristi, non si possa aver voglia di piangere, di stare da soli, di consolarsi con una vaschetta di gelato. sei triste? piangi! anche se non ti aiuta, tu piangi lo stesso... prima o poi passerà, e se non passerà un po' si affievolirà, e allora il dolore lascerà posto al ricordo ♥ ti sono vicina. e ricordati che le amicizie ci sono non solo per ridere e scherzare ma anche nei momenti negativi, sono sicura che non ti direbbero mai che si sono stancate di ascoltarti!

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    1. viviamo in una società dove il dolore vero o è sbandierato da Barbara D'Urso oppure è cosi nascosto che nessuno riesce a notarlo..
      il mio non fa spettacolo...
      lo so. le sto solo accusando di un "crimine" che non hanno commesso...
      mi sento una merda anche per questo.

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