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domenica 16 settembre 2018

Sono una persona difficile.

Non si direbbe a prima vista, sai?
E neanche a seconda. E neppure a terza. Diciamo che non lo si direbbe mai per questo a volte immagino di fare una cazzata colossale e immaginare le facce degli altri sgomente alla notizia, le loro parole, i loro sensi di colpa per non essersi accorti che qualcosa non andava.
Sono una persona difficile perché non sono estroversa, non sono affettuosa, non amo la folla, il baccano, l'essere al centro dell'attenzione anche se poi cerco l'approvazione di tutti, in silenzio, facendo la cosa giusta anche se poi me ne lamento. 
Odio chi si lamenta h24 anche se io lo faccio spesso e odio sentirmi lamentarmi di cose futili quando nella testa e nel cuore ho un sacco pieno di merda che voglio rovesciare. Ma non lo faccio. Me lo tengo dentro. Anzi, mangio altra merda giusto per vedere quanta ne posso contenere la mia testa e il mio cuore prima di scoppiare e mandare in frantumi ogni cellula del mio corpo. 
Faccio la dura, l'acida, la stronza senza cuore, fingo che non mi interessino i pensieri degli altri ma ci muoio dietro. Non voglio che pensino questo di me, non voglio che mi vedano cosi e corro a cambiare aspetto, a cambiare modo di parlare a tal punto che non riconosco più se sono io o no. Torno ad essere me, stanca di questa ricerca, anche se non ho capito cosa significare essere me. Ogni frase, ogni insinuazione è una lama che mi trafigge il costato. Non è vero che non mi interessa, mi interessa e come.
Mi nego tutto pensando che non posso permettermi di comprare quella cosa, che non posso uscire più di una volta a settimana per risparmiare, che devo rientrare a casa per cena perché sono io che devo preparare, che non posso competere con quella persona perché io non ho niente e lei ha tutto. Mi nego la compagnia degli altri perché ho sempre paura di sentirmi un pesce fuori l'acqua, quella strana che non sa cosa si perde, di sentirmi più inutile degli altri giorni quando mi danno l'anima per cercare di essere apprezzata senza essere al centro dell'attenzione perché io odio essere al centro dell'attenzione, poi ditemi come a fate non dirmi che non sono pazza.
Mi sento sola, pubblico le foto degli aperitivi per dimostrare che anch'io ogni tanto esco, per mettere a tacere quelle bocche che continuano a dirmi che se continuo così resto sola a vita, ma non lo sapete il male che fate quando dite queste cose? Pensate davvero che una persona si augura la solitudine a vita o che continuare a paragonarmi con mia sorella che fa una vita diversa possa aumentare la fiducia in me stessa? Pensate che le vostre perle di saggezza possano essere la luce in fondo al tunnel quando dopo averle detto sparite nel nulla ma a proposito ci conosciamo? No, perché l'ultima volta che ti ho visto era l'anno scorso e non mi ricordo di averti fatto anche una sola confidenza.
Mando piccoli messaggi di aiuto nella speranza che vengano visti ma forse sono troppo piccoli o forse è giusto così, come posso pensare che qualcun altro si interessi a me nel modo (forse fantascientifico) che voglio io?
Sono quella che ascolta tanto e parla poco, chissà se a lavoro si sono accorti che mentre tutti raccontano qualcosa di sé io invece me ne sto sempre zitta e alle volte, presa dal panico, tiro fuori il cellulare e fingo un messaggio o una lettura importantissima (Il suo credito sta terminando...) 
Il momento top è quando parlano dei loro figli, conversazione che mi intrattiene per i primi 10 minuti quando scorrono le fotografie e penso che potrei prendere quelle di mia figlioccia ma l'unica volta che l'ho fatto nessuno mi ha cacato di striscio e ho smesso. Evidentemente c'è la regola che se non è figlio tuo non puoi parlarne altrimenti non si spiega.
Sono una persona difficile per lo so che ci sono persone che mi amano con tutto il cuore e non riesco a capire per quale motivo non mi basti. Come se non fosse niente l'amore che provano per me che probabilmente è maggiore di quello che io provo per loro. Non capisco perché continuo ad essere così triste da piangere continuamente, da fissarmi sull'idea malsana che provare a tagliarmi le vene sia l'unico scossone che possa riportarmi sulla retta vita, retta non lo so ma di sicuro su una via, la mia via; ma che non voglio fare sebbene mi capiti di restare bloccata a guardami i polsi immaginando la scena.
E non è che parlarne così possa aiutare. Non aiuta affatto. E' solo effimero. 

<<E' facile giudicare al primo colpo d'occhio perché a guardare - guardare veramente - ci vuole tanta, troppa fatica>>

cit. Ade (a cui devo il titolo del post)

10 commenti:

  1. Quando ero più piccola mi capitava spesso di pensare alla mia morte. Chiudevo gli occhi e immaginavo di morire, in un modo qualsiasi, e poi facevo scorrere nella mia mente le istantanee del mio funerale: la gente che piangeva, che capiva finalmente di amarmi, ma troppo tardi.
    Quando ero più piccola ho pensato spesso di farmi del male, ma non l'ho mai fatto, alla fine, non davvero. Probabilmente perché mi amavo troppo, ma non lo sapevo ancora.
    Scegliere è difficile, difficile da morire. Sai di avere mille opzioni davanti a te - lo sai- ma ti fanno una paura folle e, come se non bastasse, a farti paura è anche il pensiero di sbagliare e di non poter tornare indietro. Così te ne stai lì, in mezzo all'incrocio, a piangere, a desiderare di sparire, a invidiare quello che pensi gli altri abbiano e invece tu no. Alzarti in piedi è dura: le gambe sono pesanti come macigni e la testa gira. Ma quando sei in piedi, dannazione, vorresti solo aver avuto la forza di alzarti prima. Ma non importa, sai? Tutto accade quando deve accadere. E il tempo passato non è mai, mai tempo buttato via.

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    1. Credo che tu abbia ragione. Su tutto.
      Comunque io non penso al mio funerale, di questo non me ne frega niente. In realtà manco lo voglio.
      L'unica cosa che continuo a pensare è quello che potrei fare nel momento in cui l'ho fatto e so che non si torna indietro. E' una cosa che mi sta mandando in pappa il cervello.

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  2. Ciao!

    Sarà anche effimero, parlarne, ma, se lo fai significa che comunque, in qualche modo ti aiuta a sfogarti, e ciò fa solo bene, a mio modestissimo avviso :)

    ((( c'è un canale Youtube, Bad the Worst... bho, vedi se ti fa passare il tempo, io quando sono depresso [22 ore e 15 minuti in media, al giorno] mi rilasso guardando robe sul tubo).

    A presto, e buonagiornata, siore e siore!

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    1. Si, mi aiuta leggermente un pochino, battere le dita sulla mia tastiera.. mi dico che fino quando lo scrivo qui vuol dire che sto combattendo. :-*

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  3. Non credo alle persone facili.
    Non credo alle persone sempre felici.
    Non credo alle persone perfette.
    Pure la bellezza eccessiva, quella patinata, mi fa sempre storcere il naso e pensare "dai, dimmi, dov'è il trucco"
    Io non riesco neanche a non stropicciarmi il vestito (a parte che manco stiro, ma pure quando stiro dura due minuti).
    Ah, e Pollianna mi è sempre stata sul cazzo.(non so neanche come si scrive, non mi premuro nemmeno di cercarlo).

    Forza stellina.
    Coraggio ci vuole a guardarsi dentro, e a te il coraggio non manca.

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    1. Neanche io stiro. Il segreto è stendere bene e non comprare camicie.

      Grazie Cir :-*

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  4. ognuno al mondo è solo e unico, concentrati sui tuoi obiettivi e cerca di realizzarli per te, per rassicurarti, per rafforzarti.
    Ho rubato le parole ad Endrico, ma solo all'inizio.
    Ciao

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  5. spero ti sia sentita meglio dopo.
    io ti dico BRAVA.
    perchè hai saputo tirar fuori tutta la merda ti attanagliava il cuore..e l'hai cacciata fuori.fuori.
    magari questo te la farà sentire un po' più lontana da te.
    sei bella.davvero.
    hai il coraggio delle tue emozioni le guardi in faccia e ci fai i conti..
    sei molto più bella tu di chi crede di amarsi..
    ti stai riconoscendo.
    e pian piano accettando.
    il prossimo passo è proprio amarsi.
    FORZA!!

    ti abbraccio forte forte

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    1. Mi è piaciuto quello che mi hai scritto: che ho il coraggio di guardare in faccia le mie emozioni e farci i conti.
      E' una lotta senza tregua ma non riesco a tirarmene fuori.
      Ti abbraccio forte anch'io.

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