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domenica 5 agosto 2018

I granelli del lunedì.

E' domenica sera. Sono appena rientrata dal balcone dove mio padre mi ha di nuovo battuto a burraco e dove una maledetta zanzara ha banchettato con le mie caviglie. 
Il weekend è finito, avevano promesso pioggia e invece non ha piovuto. O meglio. Ha piovuto su tutti i quartieri di Palermo tranne nel mio. Ma Porco demonio. Non sono andata al mare perché doveva piovere. Un altro weekend del cazzo.
Io non mi ricordo più se vi ho mai parlato del mio -quasi- recente odio per il weekend. Arrivo a sabato sera che vorrei fosse lunedì. E la cosa mi deprime parecchio. Non ho mai nulla da fare e questo mi fa pensare e pensare e pensare. Vado in frantumi nel weekend. Mi perdo. Stringo i denti pensando che lunedì non avrò il tempo di pensarci poi però in fondo ci penso. Un granello di pensiero che si accumula settimana dopo settimana e che so finirà per straripare. 
Il futuro mi spaventa da morire sebbene non sia una fissazione. Quando ci penso però continuo a vedere dei colori scuri, una volta, lo ammetto, era nero pece, adesso ruotiamo intorno al blu notte che non è nero, ok, ma non è neanche questo bagliore di luce. 
Sono una che preferisce sguazzare nel suo malessere quotidiano immaginando cose che non succederanno mai e che mi teletrasportano in una dimensione fatta di bolle di sapone.
Io amo le bolle di sapone. 
A Milano, in piazza del Duomo, ho visto l'uomo della mia vita che faceva grandi bolle di sapone. L'ho rincontrato quest'anno a Palermo. Aveva sempre gli stessi vestiti, forse questo mi ha desistito dal chiedergli il numero. 
Mi chiedo quanto possano durare queste bolle di sapone. 

Non avete mai l'impressione di vivere lo stesso giorno a ripetizione come in loop infinito? Di vivere perfino le stesse emozioni, di pensare le stesse cose, come se fossimo condannati a vivere la stessa vita, lo stesso momento chissà quante volte? Non vi sentite mai soffocati dalla quotidianità e dal tempo che passa e dalle domande che vi trascinate da una vita e di cui ancora non avete trovato risposta? O forse la risposta l'avete trovate ma vi sta stretta, ne volete un'altra, e allora cercate, cercate e cercate e il tempo passa e il loop è sempre lo stesso, vi inghiotte e vi risputerà soltanto quando sarete carne da macello, anime spezzate, cosi lontane da non poterle più raggiungere.

Sono le 22.20, giusto il tempo per preparare i vestiti per domani, lavarsi i denti, cazzeggiare su internet e darsi la buonanotte. 
Domani è lunedì e un nuovo granello si aggiunge a quella piccola montagna intitolata: i pensieri del weekend o i drammi del lunedì, sono ancora indecisa sul nome.
Quello che mi chiedo raramente è cosa succederebbe se la mia bolla scoppiasse. Probabilmente nella merda. 

sabato 28 luglio 2018

Ma tu di che segno sei?

Ho sempre trovato insopportabili le persone che associano il carattere al segno zodiacale. Non vedo nessun nesso tra il mese in cui sono nata e il fatto che io sia quella che sono. Ok, amo il fatto di essere nata a Marzo, ma sono le mie esperienze, le mie paure, i miei sentimenti e il mio Io ad avermi resa quella che sono stata, che sono oggi e che sarò domani.
Quindi, come potete ben supporre, non ho mai amato gli oroscopi. 
Oggi sarà una giornata bellissima, troverete il vero amore, penso che stronzate del genere dovrebbero essere vietate anche se sei Paolo Fox e di mestiere dici stronzate.
Poi Lei scrive questo post e mi dico che un oroscopo letterario è un pò una figata. Così vado a leggermelo questa settimana che sono un pò curiosa.
Esce questo: 


Mi viene da piangere. L'ho pensato davvero in questa settimana. Ho pensato che dovrei essere serena ed invece me la sento addosso la tristezza.
Cioè. Finalmente sono rientrata al lavoro. Ok, ci sono un sacco di cose da fare e a volte arrivo alla sera che sono già in coma, sono riuscita qualche volta a resistere più a lungo, a vedermi un film senza addormentarmi ed invece sono triste. 
Sapevo anche che sarebbe successo.. che le paranoie sarebbero tornate, Cristo quelle tornano sempre, ma speravo che non tornassero già al martedì. 
La verità è che mi aspettavo qualcosa, avevo delle aspettative che erano pure illusioni. Non so perché io mi ci stia attaccando cosi tanto a ste stronzate da bar. 
Quindi, niente. Devo ricominciare a lavorare sulla idea di dover fare qualcosa per me. Qualcosa che mi faccia stare bene.  Ri-inventarsi  ha detto una volta la dottoressa che ci ha tenuto un corso al lavoro. Volevo chiederle quando riceve però poi mi sono ricordata che non ho un euro e mi sono trattenuta.

Vi chiedete se sono in cerca di esperienze che scatenino il potere catartico del pianto? Onestamente? Non lo so. 
L'empatia non l'ho mai vista come un superpotere ma spesso come una condanna. Essere empatici ti rende un supereroe. Ma i supereroi aiutano gli altri ed io per una volta vorrei essere la donzella in difficoltà che viene salvata dal misterioso e affascinante cavaliere senza paura e anche un po' psicologo. Giusto perché i draghi che mi spaventano di più sono quelli nella mia testa. Sputano fuoco e bruciano tutto. Anche la serenità. Soprattutto quella. 


domenica 15 luglio 2018

The Best: Supernatural 13 season.

Si, avete letto bene. T-R-E-D-I-C-E-S-I-M-A stagione. 
Tredici anni di Sam e Dean, di mostri, di family business, di Dean che salva Sam e di Sam che salva Dean, di demoni, di angeli, di Castiel e del Team Free Will, di apocalissi, di inferno, paradiso e purgatorio, di tavolette angeliche e demoniache, di profeti, di Bobby, di Dio e di sua sorella, di Crowley e Rowena, di patti e resurrezioni, di Morte e mietitori, di The road so far sotto le note di Carry on wayward son. 


Qualcuno dice che sia giunto il momento di chiudere lo show, in fondo tredici stagioni sono tante e andiamo ormai per la quattordicesima, ma davvero siamo pronti a lasciare andare i fratelli Winchester?
E' vero, lo ammetto, ci sono state stagioni che si possono riassumere con: Due palle ( la sesta e la settima sicuramente, esclusi alcuni episodi veramente indimenticabili) ma dall' ottava in poi ci prepariamo a un ritorno al passato con il botto. Così dopo che Dean diventa un demone per mano della prima lama di Caino, i tentativi che portano Sam e Cass a liberarlo definitivamente consentono all'Oscurità (Amara) di evadere dalla prigione in cui suo fratello, Dio, l'aveva rinchiusa. Fratello e sorella si ricongiungono nel finale dell'undicesima stagione e per ringraziare i fratelli cacciatori Amara riporta in vita Mary Campbell, mamma di Sam e Dean. Tutti insieme si troveranno a dover combattere contro gli uomini di Lettere inglesi che vogliono controllarli e con un Lucifero di nuovo operativo e in procinto di diventare padre. Il finale di stagione si chiude con Mary e Lucifero catapultati in una dimensione alternativa in cui l'apocalisse ha avuto luogo, Michele ha vinto e l'umanità ne paga le conseguenze, con Crowley e Cass morti mentre Sam e Dean si ritrovano da soli con il figlio di Lucifero, un Nephilim, Jack, nato e già con le sembianze di un ragazzino.



La tredicesima stagione si apre così con la domanda: chi è e cosa può fare questo figlio di Lucifero? Come prevedibile, Sam si immedesima nel giovane Jack, gli ricorda quando anche lui veniva visto come un "mostro", mentre Dean è pronto ad ucciderlo alla prima occasione. Ma Jack, nuovo a questo mondo e per questo molto simile a Castiel nei suoi primi giorni sulla terra, si rivelerà essere un ottimo alleato. Con la sua volontà riesce a riportare in vita Castiel dal Nulla in cui dormiva e grazie ai suoi poteri e alle sue ricerche permetterà ai Winchester di aprire il varco verso quel mondo parallelo dove Mary è rinchiusa. Ovviamente tutto và storto: Lucifero riesce a scappare dal mondo apocalittico in cui Michele lo torturava e Jack finisce nel mondo parallelo dove Mary è ancora prigioniera. Grazie ai suoi poteri, Jack e Mary scappano dalla prigione di Michele ed incontrano i pochi umani sopravvissuti che ancora combattono contro gli angeli soldati di Michele.
Sam, Dean e Castiel provano a liberare Mary e ritrovano Gabriele (tenuto prigioniero dall'ultimo Cavaliere dell'inferno, Asmodeus) e insieme al suo aiuto e a quella di Rowena catturano Lucifero, aprono il portale e vanno in cerca di Mary e Jack.



Tuttavia Lucifero riesce, ancora una volta, a liberarsi e salta anche lui nel mondo parallelo alla ricerca di suo figlio, unica sua salvezza per rimodellare il mondo a sua immagine e somiglianza. Rowena, da sola, rinuncia a scappare e cerca un modo per mantenere aperto lo squarcio il più a lungo possibile. 
Nell'altro mondo Sam e Dean riescono a ritrovare Mary e Jack ma anche Bobby e Charlie, sebbene non quelli del loro mondo, e decidono di mettere in salvo più di 25 persone portandoli dall'altra parte prima che Michele faccia loro del male. Il piano riesce ma nel momento del passaggio Gabriele muore per mano di Michele e Lucifero viene lasciato indietro. 


Quando tutto sembra essere risolto, Lucifero stringe un patto con Michele, rivela a lui come aprire il portale in cambio di portare via suo figlio mentre a Michele lascerà la possibilità di prendere tutto il resto. 
Jack si accorge troppo tardi della malvagità di suo padre (sebbene in un primo momento avesse cercato di dargli una possibilità) e viene derubato dei suoi poteri. Ormai Lucifero è troppo potente, ferisce Michele e porta via Jack e per sbaglio anche Sam. 
E allora che Dean ricorda: <<Tu sei la spada di Michele >>


Dean è il tramite di Michele e lo accetta dentro di sè, giusto in tempo per uccidere una volta e per tutte Lucifero. 


Lucifero è morto ma i ragazzi non fanno in tempo a sorridere che Michele viene meno all'accordo fatto con Dean e ne prende il controllo. 
Michele adesso è libero ed ha il corpo di Dean.


Ora. So che il mio è solo un parere personale e mi rendo conto che più passa il tempo (e le stagioni) più il rischio di annoiare o rendere banale lo show è elevato. Ma non penso che sia questo il caso. 
Il cammino di Sam e Dean è un cammino che non ha fine, il male non può essere cancellato in un colpo solo e sebbene l'idea del mondo parallelo possa sembrare un pò forzata e fuori dai canoni dello show credo che sia un ottimo espediente per chiarire un concetto: Sam e Dean sono dei prescelti. Sono come Buffy l'ammazza vampiri, che non può sottrarsi al suo destino e che neanche la morte può fermare. 
Non sono solo dei cacciatori. Sono le armi che Dio ha donato agli uomini per difendersi dal male e dalle sue mille sfumature. 
Poi il il tema di fondo resta e sarà sempre la famiglia.
Il ritorno di Mary rende questo concetto ancora più evidente, così come la scesa in campo di Gabriele, per tanto tempo restio alle divergenze della sua famiglia, o l'orgoglio ferito di Lucifero nei confronti di un padre che ha preferito gli umani a lui, o il desiderio di Jack di conoscere realmente suo padre. 
La famiglia è il movente di tutto. Il Sempre e per Sempre dei Mikaelson.
Quindi se ve lo state chiedendo: sì, mi è piaciuta e sì, voglio vedere di nuovo Dean sfoderare le sue ali. 

Ci vediamo con la prossima stagione, stronzetti.



martedì 3 luglio 2018

Sarebbe ora di scrivere un pò.

Sarebbe ora di fare un reso conto delle cose che sono successe, giusto per gridare al mondo che ehi, eccomi qua, sono ancora viva.
Cominciamo.

1. Sto contratto si fa. 
Settimana scorsa ho lavorato, seguito un corso aziendale, mi sono stressata parecchio soprattutto nella prima ora: la mia scrivania era sotto sopra, non ho trovato nulla di quello che avevo lasciato ma alla fine ho carburato.
Adesso sono di nuovo a casa, aspettiamo che parta ufficialmente il contratto. Quanto ci sarà d'aspettare non mi è dato saperlo. Pensavo questione di giorni, che addirittura potessi continuare senza dover staccare di nuovo ma evidentemente non ci avevo capito una mazza. 
Ciò che conta è che stiamo facendo di tutto per fare andare avanti la cosa, su questo fronte sono un pò più tranquilla.

2. Tifo Croazia.
Ho seguito questo mondiale un pò con nostalgia.. non avere la propria squadra da tifare è alquanto mutilante ma non mi sono persa d'animo e ho cominciato a chiedermi a quale squadra dare il mio supporto morale, il mio urlo di gioia. 
Di sicuro è un NO per Germania, Argentina e Spagna a cui abbiamo tutti detto Byebye. Attendo al varco anche la Francia, che vincano tutte tranne la Francia.
Alla fine ho scelto. 
Ho scelto Croazia. 
E sì, l'ho scelta anche grazie a lui. 



3. Ho letto diversi libri.
E giuro che tornerò a fare le recensioni. Dei libri belli e di quelli brutti. 
Che troverò anche un equilibrio che mi permetta di andare avanti con le letture nonostante il lavoro mi riduca la sera in uno stato di coma profondo.

4. La devo smettere di sminuirmi.
O quanto meno ci devo lavorare su. O quanto meno sono stanca di trovare spiegazione fantascientifichi al fine di giustificare cose che possa dare un senso alle cose stesse senza attribuire a me il merito che mi merito. 
(no ma complimenti Cristina, ripeti ancora una volta la parola cose e merito..)

5. Mi attraggono gli uomini in giacca e cravatta.
L'ho capito da quando sbavo su Elijha di The Originals. 



6. Mi manca Milano.
Oggi sono stata 1 ora e 40 minuti con lei in videochiamata. Entrambe eravamo totalmente abbandonate nelle nostre stanze a parlare di libri, scrittura, pettegolezzi, amiche stronze, pettegolezzi con retroscena filosofici e cose che potrebbero accadere. E ho capito che mi manca il Duomo, il gelato a Cernusco, la metro sempre in orario, i parchi, i formaggi del nord, il Libraccio, il ragù di soia, la Lorenza, il dialetto milanese e le storie della zia. 

7. La noia. 
Ho paura di ricadere di nuovo in quel circolo vizioso che crea la noia che guarda casa fa rima con paranoia. Che è quella che mi assale quando sto due giorni di fila a casa. Ho paura di sprofondare in quell'abisso che so essere sotto di me e che a volte faccio finta di dimenticare. Ci penso e so che alla prima occasione ci cadrò di nuovo. E lo so che poi io mi alzo di nuovo ma davvero? voglio passare il resto della mia vita cosi? A caderci dentro e a lottare ogni volta di più per uscirne? Ho davvero la forza necessaria per fare tutto questo per tutta la mia vita? Non esiste una soluzione definitiva al problema che non sia andare da uno psicoterapeuta o rinchiudermi in un manicomio?

Oggi però non voglio pensarci. 
Oggi non voglio pensare a niente.  


venerdì 8 giugno 2018

Quando quello che pensi ha il colore del sangue.

Quando comincio a piangere e sono sola, a casa, prendo sempre la foto che ho sul comodino e la stringo tra le mani. Alle volte quando sono disperata la stringo forte al petto come se stessi abbracciando qualcuno anziché un pezzo di carta dentro a una cornice di gesso.
Nella foto ci sono io, a un anno, di fronte a una torta casalinga e una candelina. Accanto me mia mamma pronta a soffiare. Siamo vicine, io ho la faccia allegra e buffa, mia mamma ha il volto più sereno che abbia mai visto.
Stringo tra le mani questa foto incorniciata dentro a un portafotografie che arriva dalla Croazia, ci sono dei delfini attorno e colori accesi come il blu, il verde e il fucsia.
Le chiedo spesso perché mi abbia lasciato da sola e poi me ne pento perché so che lei non avrebbe voluto andare via. Purtroppo era semplicemente il suo momento, nessuno né ha colpa, forse un pochino quegli incapaci dei medici ma adesso è troppo tardi per le accuse.
Non è colpa sua se sono sola. In realtà non è colpa di nessuno, è cosi e basta. 
Prendere la foto, stringerla, accarezzare il volto di mia mamma sebbene si tratti solo di un pezzo di carta dovrebbe avere un potere calmante invece io che sono tutto tranne che una persona normale mi dispero di più. 
Non riesco neanche più a respirare dal naso. Ho dei momenti di ripresa che preludono solo a un nuovo round. In genere dura cosi da un'ora a un massimo di tre. 
Ogni volta mi dico che non ce la faccio più e ogni volta poi decido di andare avanti perché forse non ho altro da fare. Nascondo tutto molto bene tranne qui, almeno qui fatemelo dire che ho fatto i più atroci pensieri su me stessa. 

A pausa pranzo sono andata a trovare i miei colleghi. Qui occorre una piccola parentesi. 
Dopo i primi sei di contratto da tirocinante ne abbiamo rinnovato un altro che è scaduto giorno 4 giugno e che doveva essere trasformato in qualcosa di più stabile. Inutile dirvi che una settimana e mezzo prima lui mi ha chiamato a parte e mi ha detto che provvederà a fare qualcosa, perché vuole che io continui a lavorare in azienda ma che ci sarà uno stacco e sempre come tirocinante o stagista o vattelo a pesca. Mi ha detto di stare tranquilla. Io? Tranquilla?
La disperazione dei colleghi non ve la descrivo. Qualcuno ha anche pianto. Loro non sanno che c'è in ballo qualcosa, sebbene lui ne abbia fatto un cenno a qualcuno, vedersi arrivare nei due giorni successivi i messaggi di alcuni di loro è stata una cosa bellissima. Mi sono sentita meglio. Mi sono detta che qualcosa la so fare. Cosi oggi decido di passare a trovarli. 
Sempre oggi ho deciso di non farlo mai più. Se tornerò lì dentro sarà solo per lavorare. 
Perché alla domanda che cosa hai fatto io ho risposto niente.
Non ho soldi e non posso partire. 
Ma non è questo il punto.
Il punto è che io alle 15 sono andata via e mi sono sentita fuori. 
Fuori dal gruppo, fuori da contesto. 
Ho capito che nessuno mi assicura che possa tornare là a lavorare e in tempi utili. 
Quindi mi sono detta: E mò che faccio?
Come penso di passare le mie giornate? 
Potrei descrivervi per filo e per segno cosa ho pensato ma credo che non ne valga la pena. Non è un'immagine felice. 

Mi piacerebbe entrare in letargo. O in coma. Che poi è tipo la stessa cosa, no?
Mi piacerebbe non dovere fingere che tutto vada bene perché Signori e Signore a me non va bene. Mi sono un pò rotta il cazzo di aiutare gli altri e non essere aiutata. Di fingere che quello che ho è passeggero. E' uno stato cronico, amen. Mi sono rassegnata, rassegnatevi anche voi. 
Il fatto è che io a voi non ve lo voglio dire che sto male. Perché quando mi incontrate per strada mi sentirete dire solo che io sto bene. Che mi sto riposando e rilassando. Che si, c'è un pò di noia ma va bene così.
Non ve lo concedo il lusso di sapere che mi sento.. disperata.
Quindi noterete della schizofrenia in  quello che voglio e non voglio. 

Ma alla fine, tirando le somme, a voi frega qualcosa di tutto sto delirio? 

martedì 24 aprile 2018

Certe cose non dovrebbero andare così.

Non so se riuscirò mai ad essere sincera con me stessa. 
Se sarò mai in grado di guardarmi allo specchio e dire le cose per come stanno, dalla prima all'ultima, anche senza necessariamente ammetterle ad alta voce, basterebbe anche che me le ripetessi in testa, annuendo allo specchio giusto per dare l'impressione di stare davvero colloquiando con qualcuno.
Invece quando mi guardo allo specchio mi metto a piangere. Resto a fissare le lacrime che si fermano sugli occhi fino a quando non traboccano. Il viso si bagna ed è in quel momento che la vista si annebbia, i singhiozzi aumentano e le gambe cedono.
Tremano anche un pò le braccia adesso che ci penso.
Succede spesso ultimamente. In media 4/5 volte a settimana. 
Non dura molto, non tanto per scelta mia, le circostanze non sono propizie. Bisogna indossare la maschera sorridente di tutti i giorni, fare finta che vada alla grande, sì, solo un pò di stanchezza al lavoro, un pò di problemi economici ma figurati, quelli oggi come oggi chi è che non ce li ha?
Asciugo le lacrime, lavo la faccia, indosso il sorriso ed esco. Dal bagno. 
Vado a lavoro. Torno a casa. Vado a letto.
Ho smesso di leggere.
Ho smesso di seguire costantemente le mie serie tv.
Ho smesso di scrivere.
Ho smesso di fare progetti, di avere sogni.
Ho smesso di addormentarmi felice nonostante tutto.
Mi trascino ogni giorno con l'unica paura di esplodere lì dove non devo. Di arrivare al punto che anche gli altri vedano quello che vedo io e che cerco di nascondere nel modo migliore possibile.
Ho cominciato a pensare a cose che non immaginavo di potere mai pensare.
Ho paura di me stessa in un modo che non pensavo possibile.
Mi vergogno e mi faccio schifo perché per caso ho scoperto di Simona e mi è mancato il respiro. Morire così, per l'incompetenza degli altri e per il caso infame. Sulla cassa dove sedeva ci sono ancora i fiori. Li ho fissati quei fiori. E mi sono sentita uno schifo. Lei voleva vivere e non ha potuto, io sono qui e non me lo merito. Non mi merito di essere in salute mentre c'è gente che sta su una carrozzina e vorrebbe correre e saltare e non può, mentre io sì, dannazione, io sì e mi sto bloccata davanti a uno specchio a piangere mentre il sole splende e il cielo è limpido.
Non me lo merito di essere qui. Se lo meritava Simona e se lo merita mia mamma. Lei combatteva, io mi sto lasciando andare.
La sto deludendo e sto deludendo me stessa.
Spero possa perdonarmi un giorno.
Spero un giorno di perdonare me stessa.

venerdì 16 marzo 2018

La lista delle tue paure

- Tu hai paura?
- Tutti hanno paura
- Ora sto parlando di te
- Si, ho paura.
- Hai paura dei tuoi piedi?
- Esiste gente che ha paura dei suoi piedi?
- Suoi e quelli degli altri.
- Non ho paura dei miei piedi.
- Meglio così, almeno quando faremo l'amore non dovrò farlo con i calzini.
- Okay.
- Hai paura del legno ?
- Ho più paura di chi vive dentro.
- Gli insetti?
- Si, mi fanno schifo.
- Meglio così, quelli non ci dovrebberointralciare più di tanto.
- Però non pensare che sia matta quando ne vedo uno e salto per aria o inizio a urlare.
- Tu fidati di me e non ti faranno niente.
- Ci proverò, non è che sei Spiderman? Odio i ragni.
- Ma che domande fai?
- Parla quello che mi chiede se ho paura dei piedi.
- Va Bhe, non litighiamo prima di conoscerci. Hai paura di farti il bagno?
- Ora esiste anche chi ha paura di lavarsi?
- Non lo so, qua dice che si chiama ablutofobia, poi sai che di internet ci si può e non ci si può fidare.
- No, non soffro della ablutofobia.
- Perfetto allora anche il bagno insieme è assicurato.
- Non per dire niente ma sembra che tu mi stia cercando di classificare facendo la lista della spesa.
- E che ho paura anche io.
- Di cosa hai paura ?
- Te lo dirò quando avremmo finito.
- Come preferisci.
- Soffri del acatartofobia? Cioé hai paura della polvere o dello sporco?
- No, ma non amo manco mangiarla se è per questo.
- Va bene, cercherò di pulire unminimo casa quando verrai da me.
- Vivi da solo?
- Per ora si.
- Ma stai cercando una ragazza o unacoinquilina?
- Ancora non lo so.
- Okay, ricordati che non sono unsoprammobile però.
- Sarà fatto, hai paura del buio?
- Non si può fare l'amore con la luce?
- É poco romantico
- Non ti facevo un tipo romantico.
- Già ma non montarti la testa ora. Hai paura di essere toccata o di toccare?
- No non soffro di Afefobia, ma hopaura della violenza questo si.
- Non mi permetterei mai di fare male a una donna.
- Su una cosa siano d'accordo.
- Hai paura di avere paura?
- chi non ha paura delle sue paure?
- Ineffetti. Va bene, si vedrà.
- Tu hai paura del sangue?
- Ho paura di quando vi vengono levostre cose, non del sangue.
- Ci lavoreremo su, non puoiabbandonarmi in quei giorni.
- Non ti prometto niente ma ci proverò.
- Va bene, dai. Abbiamo finito ?
- No ma sono veramente tante le paure, e non voglio sembrarti noioso.
- In realtà è stato interessante,nessuno aveva cercato di conoscermi attraverso le paure.
- Di solito le tendiamo a nasconderle.
- Tu non mi hai detto ancora la tua.
- È difficile
- Ma non sei solo. E poi me lo devi.
- Ho paura di innamorarmi ma allo stesso tempo di perdere chi amo.
- Mi sembra abbastanza normale.
- Si ma alla fine non mi innamoro mai perché temo di perdere chi amo ancora prima di innamorarmici.
- Anche io ho paura di amare.
- E con me com'é andata?
- Ho sconfitto la paura.
- Quindi?
- Ti amo.
- Ti amo anch'io.

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