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domenica 28 aprile 2019

Come dovrebbe cominciare un post dopo un'assenza di 3 mesi?

Sto cercando di ricordare cosa sia successo ( o non successo) in questi 3 mesi di silenzio tombale.
L'unica cosa che mi viene in mente è questo dialogo tra Karen e Foggy in cui Foggy chiede a Karen per quale motivo non ha mai parlato con lui della morte Wesley e lei decisa risponde: A che serve? (Daredevil, 3 stagione)
Mi ha molto colpito forse perché è quello che sta diventando il mio mantra di vita. Catalogo le cose da fare e non fare, da dire o da non dire in base a questa unica domanda: A che serve?
Sulla scia di ciò mi impongo determinati confini che spesso supero e alla fine mi arrabbio con me stessa per non averli rispettati. Mi rendo conto di essere più razionale di quello che  è giusto che sia, ma continuo a impormi di esserlo di più perché solo in questo modo resterò al sicuro dalle fregature del mondo.
(Risata malefica di sottofondo della vita mentre progetta nuove fregature per me...)
A tal proposito vorrei ricevere una scossa elettrica ogni volta che sto per infrangere quello che mi ero imposta. Nel giro di poco tempo dovrei acquisire il giusto comportamento o al massimo impazzire del tutto. E' un rischio, me ne rendo conto.

In questi 3 mesi ho anche smesso di interessarmi agli altri. O quanto meno di interessarmene nel modo morboso e da crocerossina che avevo prima. 
Ho capito che lo facevo per tanti motivi, per affetto sicuramente, perché mi sentivo utile anche, ma anche perché distoglievo l'attenzione da me stessa e da quello che mi faceva stare male. In sottofondo c'era anche l'aspettativa (mai realizzata) che nel momento in cui avessi avuto di bisogno, avrei ricevuto lo stesso interessamento (ecco un'altra risata della vita al ricordo di una delle sue fregature...)
Questa consapevolezza è nata dell'ennesima autoanalisi che mi sono fatta in rapporto al mio modo di fare con gli altri. Probabilmente aveva ragione la mia ex migliore amica nell'accusarmi di essere troppo brusca nel passaggio da un modo di essere all'altro.
A che ero morbosamente presente a che mi rompevo i coglioni e sparivo, anche se la mia sparizione non era mai troppo duratura... ma lei la prendeva cosi e ci restava male. Non sono mai riuscita a capire veramente bene questa cosa e questo mi ha fatto capire che probabilmente anche gli altri con me hanno difficoltà. Anche se mi sembra una giustificazione un pò inutile. Ma siccome non voglio fare come il tizio che guarda solo i difetti degli altri, faccio un respiro profondo e accetto la possibilità che magari sto sbagliando più di qualcosa senza neanche rendermene conto.
Amen.

So che come ritorno non è molto ma voi siete i nobili alleati della Cri e vi accontentate anche di questo... vero? 

7 commenti:

  1. comincio a pensare che gli altri (concetto astratto assai bistrattato) siano corredo alle esperienze che facciamo ma che, al centro, non ci sia altro dio all'infuori di noi stessi. incuranti di ciò che dicono gli altri, concentrati sul dare un senso alle cose, pronti a prendere e a lasciare andare, a creare e a distruggere. dio, insomma...

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    1. forse non è un concetto tanto bistratto, sai?
      ci penserò su!

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  2. Cri, io non sono una buona consigliera.
    Io sono quella che ci mette tre mesi a pensare cosa scrivere dopo essere sparita per tre mesi...e poi si perde!!!
    A proposito, corro a scrivere all' Ade, dovevamo vederci più o meno dopo Natale...
    :-*

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  3. Beh in fondo da qualche parte del mondo sta arrivando l'inverno :D

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  4. Quella faccenda dell'aiutare gli altri pensando che poi facciamo lo stesso è una barzelletta che lanvita racconta troppo spesso

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