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martedì 24 aprile 2018

Certe cose non dovrebbero andare così.

Non so se riuscirò mai ad essere sincera con me stessa. 
Se sarò mai in grado di guardarmi allo specchio e dire le cose per come stanno, dalla prima all'ultima, anche senza necessariamente ammetterle ad alta voce, basterebbe anche che me le ripetessi in testa, annuendo allo specchio giusto per dare l'impressione di stare davvero colloquiando con qualcuno.
Invece quando mi guardo allo specchio mi metto a piangere. Resto a fissare le lacrime che si fermano sugli occhi fino a quando non traboccano. Il viso si bagna ed è in quel momento che la vista si annebbia, i singhiozzi aumentano e le gambe cedono.
Tremano anche un pò le braccia adesso che ci penso.
Succede spesso ultimamente. In media 4/5 volte a settimana. 
Non dura molto, non tanto per scelta mia, le circostanze non sono propizie. Bisogna indossare la maschera sorridente di tutti i giorni, fare finta che vada alla grande, sì, solo un pò di stanchezza al lavoro, un pò di problemi economici ma figurati, quelli oggi come oggi chi è che non ce li ha?
Asciugo le lacrime, lavo la faccia, indosso il sorriso ed esco. Dal bagno. 
Vado a lavoro. Torno a casa. Vado a letto.
Ho smesso di leggere.
Ho smesso di seguire costantemente le mie serie tv.
Ho smesso di scrivere.
Ho smesso di fare progetti, di avere sogni.
Ho smesso di addormentarmi felice nonostante tutto.
Mi trascino ogni giorno con l'unica paura di esplodere lì dove non devo. Di arrivare al punto che anche gli altri vedano quello che vedo io e che cerco di nascondere nel modo migliore possibile.
Ho cominciato a pensare a cose che non immaginavo di potere mai pensare.
Ho paura di me stessa in un modo che non pensavo possibile.
Mi vergogno e mi faccio schifo perché per caso ho scoperto di Simona e mi è mancato il respiro. Morire così, per l'incompetenza degli altri e per il caso infame. Sulla cassa dove sedeva ci sono ancora i fiori. Li ho fissati quei fiori. E mi sono sentita uno schifo. Lei voleva vivere e non ha potuto, io sono qui e non me lo merito. Non mi merito di essere in salute mentre c'è gente che sta su una carrozzina e vorrebbe correre e saltare e non può, mentre io sì, dannazione, io sì e mi sto bloccata davanti a uno specchio a piangere mentre il sole splende e il cielo è limpido.
Non me lo merito di essere qui. Se lo meritava Simona e se lo merita mia mamma. Lei combatteva, io mi sto lasciando andare.
La sto deludendo e sto deludendo me stessa.
Spero possa perdonarmi un giorno.
Spero un giorno di perdonare me stessa.

6 commenti:

  1. Mi dispiace leggerti così.
    Ho letto anche di Simona, ma non devi fare paragoni.
    Meriti di essere in salute, non devi sentirti uno schifo, meriti di essere qui.
    Passerà questo periodo.
    Un abbraccio.

    Moz-

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  2. Ciao,
    ho letto ora di Simona grazie al tuo link e onestamente non ho parole.
    In questi casi non so che dire, sarà forse perché so cosa significa avere problemi al cuore e quindi certi segnali non me li faccio scappare ma davvero non ho parole per come sono andate le cose.
    Premesso questo, però, non capisco perché tu debba dirti certe frasi contro, tipo “Lei voleva vivere e non ha potuto, io sono qui e non me lo merito“ perché non capisco cosa tu possa c’entrare con questa storia, cosa ci sia di correlazione tra le due cose; potrei capire se tu fossi una assassina e avessi ucciso qualcuno e quindi non meriteresti di vivere, ad esempio, e quindi mi dispiace ma non accetto queste tue parole.
    Sei in un momento davvero particolare della tua vita, uno di quelli che, fidati, molti lo hanno vissuto e quindi non parlo per sentito dire…
    Mi dispiace dirti che ce ne sono anche di peggio ma questa è la vita, devi fartene una ragione e ricordarti che comunque ci sono e potranno arrivare anche momenti belli, solo che non lo vogliamo credere… ma lo so che le tue parole sono uno sfogo, un tentativo che fai allo specchio per darti forza, darti coraggio e… fallo! Ma non piangerti addosso che non serve, credimi.
    Tu sai come sono messo io.

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  3. Cri. Vorrei tanto abbracciarti di persona.
    Vorrei abbracciarti forte per dirti che fare paragoni con gli altri è il modo migliore per distruggere la propria serenità, sia che lo facciamo per confrontare i successi, sia per confrontare le disgrazie. Ci sarà sempre chi sta peggio di noi, questo non svilisce il tuo essere, il tuo sentire e il profondo disagio che provi e che hai diritto di provare. Voglio abbracciarti per dirti che hai il diritto di stare male e di dirlo anche agli altri, per farti aiutare. Perché credo sia questo che stia cercando di dirti il tuo corpo e la tua testa, quando ti trovi da sola quei pochi minuti in bagno e la prima reazione spontanea è piangere. Hai tanto dentro che ha bisogno di uscire prima di traboccare.
    Non ci conosciamo bene quindi non posso darti consigli precisi, ma la depressione la conosco e anche se forse non è il nome di ciò che senti dentro mi sento comunque di consigliarti di trovare qualcuno con cui parlarne, e alla svelta. Non sottovalutare, non nascondere queste sensazioni come polvere sotto al tappeto. Se puoi trova uno psicologo, anche al consultorio, o un familiare, un'amicizia, qualcuno con cui poterti sedere e dire "Ho bisogno di aiuto".
    Ché a volte ci vuole davvero tanto, tanto coraggio per farlo ma ne vale la pena.
    Ti abbraccio, ancora.

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  4. Condivido il suggerimento di MechanicalRose.
    Tutti meritiamo di vivere e di vivere bene, soprattutto.
    Poi per molti non è così, colpa del Destino, della cattiveria altrui, di chissà cos'altro: fare paragoni (solo guardandosi dietro e non davanti: perché non pensare che quello che hai avuto finora non è stato sufficiente e che tu meriteresti ben di più? ;-)) non ha senso, soprattutto non aiuta.
    Un abbraccio.

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  5. Scrivimi se vuoi.
    Davvero Cri, non sei sola. Scrivimi.

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  6. Penso che l'unica persona ad essere delusa di te sia tu stessa e nessun altro. Penso che una parte di te sa di poter fare di più, di poter fare di meglio. Devi crederci. Piangi senza limiti, sfogati, ma poi inizia a pensare che puoi farcela. Meriti di essere felice, sarà dura, ci vorra tempo e fatica, ma anche tu meriti una dose di felicità.
    Ti abbraccio forte.

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