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venerdì 16 marzo 2018

La lista delle tue paure

- Tu hai paura?
- Tutti hanno paura
- Ora sto parlando di te
- Si, ho paura.
- Hai paura dei tuoi piedi?
- Esiste gente che ha paura dei suoi piedi?
- Suoi e quelli degli altri.
- Non ho paura dei miei piedi.
- Meglio così, almeno quando faremo l'amore non dovrò farlo con i calzini.
- Okay.
- Hai paura del legno ?
- Ho più paura di chi vive dentro.
- Gli insetti?
- Si, mi fanno schifo.
- Meglio così, quelli non ci dovrebberointralciare più di tanto.
- Però non pensare che sia matta quando ne vedo uno e salto per aria o inizio a urlare.
- Tu fidati di me e non ti faranno niente.
- Ci proverò, non è che sei Spiderman? Odio i ragni.
- Ma che domande fai?
- Parla quello che mi chiede se ho paura dei piedi.
- Va Bhe, non litighiamo prima di conoscerci. Hai paura di farti il bagno?
- Ora esiste anche chi ha paura di lavarsi?
- Non lo so, qua dice che si chiama ablutofobia, poi sai che di internet ci si può e non ci si può fidare.
- No, non soffro della ablutofobia.
- Perfetto allora anche il bagno insieme è assicurato.
- Non per dire niente ma sembra che tu mi stia cercando di classificare facendo la lista della spesa.
- E che ho paura anche io.
- Di cosa hai paura ?
- Te lo dirò quando avremmo finito.
- Come preferisci.
- Soffri del acatartofobia? Cioé hai paura della polvere o dello sporco?
- No, ma non amo manco mangiarla se è per questo.
- Va bene, cercherò di pulire unminimo casa quando verrai da me.
- Vivi da solo?
- Per ora si.
- Ma stai cercando una ragazza o unacoinquilina?
- Ancora non lo so.
- Okay, ricordati che non sono unsoprammobile però.
- Sarà fatto, hai paura del buio?
- Non si può fare l'amore con la luce?
- É poco romantico
- Non ti facevo un tipo romantico.
- Già ma non montarti la testa ora. Hai paura di essere toccata o di toccare?
- No non soffro di Afefobia, ma hopaura della violenza questo si.
- Non mi permetterei mai di fare male a una donna.
- Su una cosa siano d'accordo.
- Hai paura di avere paura?
- chi non ha paura delle sue paure?
- Ineffetti. Va bene, si vedrà.
- Tu hai paura del sangue?
- Ho paura di quando vi vengono levostre cose, non del sangue.
- Ci lavoreremo su, non puoiabbandonarmi in quei giorni.
- Non ti prometto niente ma ci proverò.
- Va bene, dai. Abbiamo finito ?
- No ma sono veramente tante le paure, e non voglio sembrarti noioso.
- In realtà è stato interessante,nessuno aveva cercato di conoscermi attraverso le paure.
- Di solito le tendiamo a nasconderle.
- Tu non mi hai detto ancora la tua.
- È difficile
- Ma non sei solo. E poi me lo devi.
- Ho paura di innamorarmi ma allo stesso tempo di perdere chi amo.
- Mi sembra abbastanza normale.
- Si ma alla fine non mi innamoro mai perché temo di perdere chi amo ancora prima di innamorarmici.
- Anche io ho paura di amare.
- E con me com'é andata?
- Ho sconfitto la paura.
- Quindi?
- Ti amo.
- Ti amo anch'io.

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[ Quello che mi auguro di cuore ]

12 commenti:

  1. Tutto sto casino per dire un ti amo?
    È proprio vero che si tratta della cosa più difficile da dire XD

    Moz-

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  2. Oh beh, io avrei aggiunto tante altre domande...

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  3. Certo che imbroccare il discorso del "ti amo" buttandoci la paura dei piedi è un tocco di classe xD

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  4. No, io non avevo paura di innamorarmi... no no.
    "Ti amo"
    "Ah."
    Si è messo a ridere. E guardandolo ho pensato "Cazzo, anche io" ma ho saputo dirglielo un mese e mezzo dopo! xD
    Per me quello che hai trascritto non è un discorso strano, è molto dolce.

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  5. Esperienza personale 22/3/2016
    Ravenna

    Lei "posso dirti una cosa?"
    Io "anche due, la risposta alla 2° domanda è 4"
    Lei "e se la 2° cosa non fosse una domanda?" (Ride)
    Io "bhe, questa intanto è una..."
    Lei "ti amo"
    Io "stavo per cascarci... crudele, non si gioca coi sentimenti altrui!" (Ironico)
    Lei "oh, sono seria, eh...?" (Sorride, convinta)
    Io "..."
    Lei si diverte a vedermi in evidente stato confusionale.
    Io "definisci seria"
    Lei "non so come dirlo ma davvero... ti amo! Non chiedermi perché. Nemmeno da quando. Ti amo!"
    (Lei abbassa un po' gli occhi)
    Io "definisci ti amo"
    Lei "miiii, che palle, ma devo definire tutto, per te?!"
    Io "no è che..."
    Lei "che...? Se non credi di amarmi, va bene. Va bene"
    Io "no, è che davvero, mi sfugge il significato di Ti amo..."
    Lei "ok, forse non sono... va bene, senti, io ci sarò sempre, per tutto quello che vuoi, quando vuoi. Se hai bisogno, per qualsiasi cosa... io ci sono. Vorrei restare con te per sempre"
    Io "grazie, gentile come sempre..."
    Lei "se... ti va di uscire, ogni tanto..." (sorride)
    Io "no, grazie, sto bene come sto ora. Lo sai, non esco mai..."
    Lei "va bene, se vuoi ne riparliamo... quando vuoi, ok? Tanto ci vediamo domani." (Sorride)
    Io "grazie, ma preferisco di no. Cioè, non... credo che... ti amo" (frase corretta: non credo di amarti, ma ero confuso)
    Passa un minuto di silenzio, circa.
    Lei, delusa, guarda in basso "va bene. Scusa. Io... niente. Buona giornata"
    Io "grazie...anche a te"
    Lei "se cambi idea... io resto qui!" (Sorride)
    Io "non... credo. Grazie. Forse è meglio se... cerchi qualcun'altro...?"
    Lei mi guarda ancora un attimo, delusa, poi se ne va. Dice qualcosa che non ho mai capito.
    Il costrutto delle frasi era forse un po' diverso, ma il significato era questo.
    Incontro Lei pochi giorni fa, il 25/7 in biblioteca.
    L'incontro, come apprendo fin da subito, non è casuale.

    Io "ciao, come va?"
    Lei "bene, tutto a posto, ora lavoro da (un bar), tu?"
    Io "io... sì, sto bene... pensavo di iscrivermi a (un' università), volevo vedere se riesco a farmi prendere"
    Lei "ah bene... cosa hai preso?" (Si riferisce ai libri della biblioteca che ho in mano)
    Io "ah, 14 di Peter Clines, l'ho già letto un po', e I Celti di Jan Filip, che è un saggio sui..."
    Lei, interrompendomi "questo puoi lasciarlo qui" (indica il libro I Celti)
    Io, stupito "perché? Lo vuoi leggere tu?"
    Lei sorride, e mi porge un pacchetto della stessa grandezza del libro.
    Non capisco.
    Lei "dopodomani è il tuo compleanno, no? Buon compleanno"
    Io appoggio i libri e prendo il pacchetto
    Io "ma è per me?"
    Lei "no, per tua nonna"
    Io "Ah, bhe, allora... grazie, non dovevi disturbarti..."
    Lei "nessun disturbo. Io vado. Devo fare alcune cose."
    Io "va bene. Grazie... grazie."
    Lei mi fissa e dice qualcosa che non capisco. Le chiedo di ripetere.
    Lei "ho detto che tu sei troppo timido. Troppo!! Anche se è questo che mi piace di te" (sorride)
    Io, a disagio "ah, si? Cioè, non credevo che fosse così..." (altra frase senza senso. Ero nel panico.)
    Lei, sorridendo "bhe, se vuoi ci vediamo. Io sono ancora qui, eh! E ti aspetto!!! Hai capito? Dimmi se ti è piaciuto il libro! Ciao!!" (Mi saluta con la mano, ricambio. Si defila velocemente)
    Osservo la carta da regalo, semplice da pacchi, dietro una scritta rossa; "Ti amo ancora!! Smettila di pensare al significato, pensa a me" una faccina che fa la linguaccia e due cuori.
    Apro il regalo. È lo stesso libro che volevo prendere quel giorno, I Celti di Jan Filip.

    Devo ancora capire come ha fatto a capire che, proprio quel giorno, avrei preso quel libro

    Ognuno ha il suo modo di dire "ti amo", in fondo *-*

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    1. Voglio sapere come è andata a finire.
      ora.

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    2. Ahaha, non è finita, è appena iniziata. Ci sentiamo e ci vediamo, sono troppo sdolcinato se dico che siamo andati al cinema, e per me è stata la prima volta dopo Spirit, nel 2002? La timidezza è una brutta bestia, con qualcuno vicino è più facile affrontarla ;) Grazie, buona giornata!

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