Pagine

sabato 10 marzo 2018

Fidanzarsi dovrebbe essere semplice e diretto come ammazzare un vampiro.

Ultimamente mi sono data all'analisi cruda e spietata della mia vita come se non avessi altro da fare se non mettermi in discussione, giudicarmi e alla fine anche condannarmi al massimo della: l'odio per me stessa.
Riesco benissimo a nascondere tutto questo in qualsiasi ambito della mia vita a tal punto che alle volte mi illudo che stia andando tutto bene, che nonostante le difficoltà della vita (quelle ci sono e ci saranno sempre in qualsiasi vita) non sono sull'orlo di una crisi depressiva. Una crisi sì depressiva ma pur sempre composta,  senza urla e pianti isterici ma fatta di silenzio e sguardi persi nel vuoto. Ma come dico sempre la depressione è per i ricchi, a noi gente di borgo ci tocca fare un sacco di cose come per esempio lavorare più di otto ore al giorno, poi riprendere a casa, se ti va bene ti guardi qualcosa al computer e poi bentornato morfeo, domani si ricomincia da capo.
L'unico posto dove riesco a esternare solo un millesimo dei miei pensieri è dentro questa bat-caverna, questo piccolo mondo virtuale che ha raccolto tutti i miei sfoghi e le mie passioni, raccogliendo forse la parte più vera di me stessa.
Sì, ok, anche là fuori sono sempre io, di certo recitare o dire cazzate non mi si addice proprio (magari fossi stata capace di inventarmi un personaggio tutto mio!), ma sono me stessa al 50%, l'altro 50% si barrica dietro mura possenti e incrollabili e di questa percentuale solo il 20% viene tradotto in parole, la restante parte resta in quel buco nero della mia coscienza.
Ho fatto passi da gigante, sicuramente, ma per quanto faccia un passo in avanti succede sempre qualcosa che mi fa indietreggiare di uno o due passi.. sembra di camminare su un tapis roulan: fai migliaia di chilometri ma sei sempre fermo nello stesso punto. Una fregatura, insomma. 

Vorrei poter tornare ragazzina, in quel lasso di tempo tra i dodici ed i sedicenni,  per intraprendere un percorso di vita totalmente diverso, per togliermi d'addosso questa sensazione di vita buttata nel cesso. Come se avessi sprecato tempo dietro cose futili come lagnarmi e chiudermi dentro a un mondo di favole, fantasie e sogni che mi ha portato solo a restare il week end sola a casa mentre gli altri uscivano alla conquista del mondo. Ho quasi 30 anni e la situazione non è cambiata.
Mi sono costruita un modo parallelo pensando che mi avrebbe aiutato ad affrontare solo quello che pensavo fosse un periodo e invece sono finita per affogarci dentro.
Sentivo la famiglia troppo lontana, troppo "adulta" per capire cosa potessi provare a dodici anni e reputavo le "amiche" non all'altezza di tali confidenze. Amiche che, per dovere di cronaca, alla prima occasione sono volate vie come i sacchetti della spesa quando ti scappano dalle mani nei giorni di tempesta.
Ho cominciato ad amare Buffy the vampire slayer per questo. Ne coglievo il senso reale a differenza di quella cozzaglia di ragazzine che vedevano solo azione e vampiri muscolosi. Ok, quelli li notavo anch'io, ero depressa mica cieca, ma non è per questo che ho continuato a seguirlo. 
Lo guardavo perché sotto quella scenografia, quelle azioni da cinema, quella trama c'era il mio dolore. Sembrava che Joss Whendon avesse scritto il personaggio di Buffy per me. Io ero con lei nelle sue passeggiate notturne per il cimitero, sul divano a scuotere il corpo di sua mamma, ai bordi della bocca dell'inferno. Sono cresciuta cercando di affrontare quello che pensavo fosse solo un periodo nero facendo quello che Buffy avrebbe fatto. Solo che quando ho messo piede fuori nel mondo reale ho capito che era più facile restare dove ero.
Buffy era la Cacciatrice che aveva salvato il mondo sacrificando la sua vita senza che nessuno le attribuisse il merito. L'eroe che ti salva e subito dopo si nasconde. Mi sono nascosta anch'io prendendo tra le mani un paletto virtuale. 



Angelus: Niente armi, niente amici, nessuna speranza. Senza tutto questo che cosa ti resta?
Buffy: Me! 


[Ventuno anni fa andava per la prima volta in onda Buffy the vampire slayer. 
VENTUNO ANNI FA. AH.]

4 commenti:

  1. Ai tempi non ho guardato Buffy ma mi ritrovo comunque in molte delle tue parole, come sempre. Questo costante non sentirsi capiti, che per me si traduce anche in sentirsi costantemente fraintesi. Per l'ansia di questo, poi, si finisce per non parlare proprio più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fraintesa no, non mi è successo ma non capita sempre. Che poi non è un parlare ed essere capiti, nella maggior parte delle volte non ci sono parole sono l'idea che qualcuno capisca comunque.

      Praticamente cerco una persona che legga la mente ahahhahaha

      Elimina
  2. Lo sai che io non posso leggerti la mente...
    però sai che capisco benissimo.
    Dobbiamo solo aspettare che ci vengano a riprendere :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... forse dovremmo raggiungerli noi..

      Elimina