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martedì 6 febbraio 2018

T'appartengo ed io ci tengo e se prometto poi mantengo, M'appartieni e se ci tieni tu prometti e poi mantieni.

Sono le 21.00 di un qualunque martedì sera. 
Proprio qualunque non tanto considerato che è il compleanno di papà e lui è fuori per lavoro da prima di Natale, che ho un occhio che mi pulsa dal dolore e che sono a casa ad ascoltare T'appartengo di Ambra, solo perché, cazzeggiando su facebook, ho visto la sua faccia e ho pensato Mo' vediamo se c'è anche su Spotify. Sì, c'è. <<E adesso Giura!>>
Non scrivevo da un pezzo, e sebbene blogger non ne abbia sentito la mancanza, ci mancherebbe, non si può negare codesto dato di fatto: scrivo di meno. La cosa, con mio grande dispiacere, non deriva dal fatto che io stia vivendo chissà quale avventura epica o divertente, semplicemente ho smesso di fare introspezione, il ché non mi rende la vita così facile come pensavo. Sapete come si dice, no? Meno pensi a chiederti il perché delle cose più vivi serena. Peccato che il mio inconscio sia un feticista/masochista dei perché e si tormenti parecchio quando mi vede aggirarne qualcuno, quindi, ogni tanto, me lo sbatte in faccia all'improvviso lasciandomi a dir poco impreparata alla cosa. 
Così, ultimamente, pensando che avrei condotto un'esistenza più serena, ho cominciato a nascondermi le cose. Una guerra tra una Cri e l'altra, l'essere pensante da una parte e l'essere che non vuole pensare dall'altra. L'occasione mi ha fatto scoprire che nascondersi le cose non è affatto facile, cari amici di paletto, è un lavoro costante e particolarmente difficile per chi, come me, era abituato a sguazzare nelle paranoie e nei dubbi esistenziali. Così il mio inconscio ha deciso da solo che questa esistenza non si addice a me, ragione per cui ha iniziato a scavare e a spingere verso la superficie portando me, e voi, al post di questo martedì sera, che avrei dovuto passare festeggiando i sessantanni di mio padre e che invece sto trascorrendo facendo zapping da Ambra a i Westlife. 



Tuttavia mi sorprende sempre la mia capacità di passare da uno stato d'animo all'altro: ho aperto la porta di casa che volevo piangere a dirotto mentre adesso tutto sembra scivolarmi addosso con una semplicità a me sconosciuta.
Ultimamente ho pensato che forse sarebbe ora di andare da uno psicologo ma la mancanza di tempo e di soldi e forse anche di coraggio mi hanno sempre spinta ad accantonare l'idea. Più che altro mi chiedo come possa dire ad un estraneo quello che ho difficoltà a dire a me stessa  e a confessare a chi potrebbe solo darmi una mano.
Tra le altre cose ho smesso di scrivere anche sul mio diario personale, abbandonato a se stesso da non so quanto tempo.
Non so cosa fare, realmente. 
Per stasera forse è meglio dormici sopra. 




2 commenti:

  1. Ogni tanto sul giornale della mia città pubblicano una breve lista di psicologi che per una giornata fanno sedute gratuite. Certo non basterebbe una seduta per avere l'Illuminazione sulla propria vita, ma si potrebbe provare, anche solo per capire se una terapia del genere può avere effetti positivi. A Palermo fanno di queste cose?

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  2. Io ho capito che per vivere un'esistenza serena ci sono due strade:
    -essere stupidi
    -essere superficiali
    Fanculo, preferisco dannarmi l'anima.
    Se vuoi parlare, poi, chiama. Non sono psicologa, ma per ascoltare non serve esserlo e spesso esprimendo i pensieri ad alta voce la matassa si sbroglia da sola. O al limite ci siamo fatte una chiacchierata.

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