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domenica 3 dicembre 2017

Io sono Robin.

Ho scritto almeno una decina di inizi diversi per questo post ma l'unica frase che mi ronza nella testa l'ha scritta qualcun altro che, più bravo di me, ci ha fatto una canzone:
Ti sei accorta anche tu che in questo mondo di eroi nessuno vuol essere Robin?
E io non capisco perché.
Perché nessuno vuol essere Robin?
Tutti a sgomitare per essere i primi della classe, tutti a parlare e a vantasi, ad aprirsi come se non ci fossero tabù, pudore, vergogna, come se tutti dovessero stare fermi lì ad ascoltare, e ad assecondare, a dire sì anche se l'unica risposta logica è no, perché tanto non ne vale la pena, loro non ti ascoltano mica. Non gli interessa se sei realmente d'accordo con loro, loro voglio l'assenso non il tuo parere, voglio applausi e non dibattiti, loro si credono Batman e di quelli che non voglio Robin.
Solo che loro neppure lo sanno che Batman è tutta un'altra cosa.
Loro, al massimo, posso essere dei cosplay, e di quelli pessimi anche.
E tu non puoi fare che pensare a quanto siano ridicoli mentre li ascolti parlare, che si danno delle arie, si sentono unici e non ti temono perché non ti reputano all'altezza. E sapete qual è la cosa buffa? Che non saremo mai altezza, noi Robin, perché non pensiamo di essere in grado di fare quello che loro si vantano di fare.
Non pensiamo di avere la forza, la capacità, il coraggio di fare quello che va fatto. Non pensiamo di poter ricoprire ruoli più alti, non pensiamo di fare innamorare di noi chi loro tengono in pugno con niente. Non pensiamo neppure di meritarlo. Ci schiacciamo da soli manco fossimo formiche. Continuiamo a farci da parte convinti che al mondo debbano esistere persone con quelle abilità e doti  che in realtà anche noi abbiamo, solo che noi abbiamo troppa paura di togliere il mantello giallo ed indossare quello nero.
Si credono Batman, ma no, non lo sono.
Al massimo sono come le banconote di trenta euro, dei falsi allucinanti.
I Robin invece sono veri per forza. Sono quelli a cui non pesa essere i secondi perché a loro interessa il risultato della squadra.
Loro ci sono, si tengono dentro i loro problemi, nascondono i loro dispiaceri, le loro lacrime, il loro dolore. Non vogliono essere protagonisti, non parlano di loro.
Piuttosto sono quelli che ti dicono: fammi un'altra domanda che non riesco a parlare.



10 commenti:

  1. Eh, mi sa che nessuno vuol essere Robin perché è il ruolo più difficile... Specie se sei Jason Todd.

    Moz-

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  2. Chissà perché la gente ha tutta sta voglia di star sotto ai riflettori.
    Io, come te, non lo capisco. Non sopporterei la pressione di tutto ciò.
    Ma evviva i Robin. Evviva gli addetti ai lavori dietro alle quinte. Evviva le persone normali che si fanno i fatti loro.

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    1. Io già sto in ansia quando mi cantano tanti auguri figuriamoci essere il leader!

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  3. Mi hai fatto venire in mente questa scena di Scrubs, al minuto 1.07
    https://www.youtube.com/watch?v=qVgvGIC_LKE
    Non è male essere Robin...

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    1. Ahahahahhahaha mi sembra perfetto!!!

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  4. Io sono Robin sicuramente. Detto questo, e non che abbia detto chissà che, mi piace il tuo blog e ho apprezzato questo post! Ciao.

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  5. Hai sintetizzato la mia esistenza in un post. Ciò che hai scritto lo sento molto vicino, perciò grazie:)

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