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lunedì 27 febbraio 2017

La bambina con gli occhiali

C'era una volta, una bambina che portava un orribile paio di occhiali da vista, di quelli che, forse, oggi, verrebbero classificati come vintage.
Questa bambina diceva di voler diventare medico. Lo diceva senza grande entusiasmo e senza neanche un briciolo di verità. Perché, allora, continuava a diffondere questa bugia insignificante? Perché medico voleva diventare quel suo compagnetto di scuola che le piaceva così tanto, salvo poi, negli anni, rivelarsi un' emerita testa di minchia. Per fortuna la cosa fu breve, la nostra bambina si gettò alle spalle la medicina e quel compagno di scuola che, per la cronaca, non divenne neanche lui medico.
La bambina crebbe e diventò un'adolescente come le altre.
Per un pò smise di portare gli occhiali, ci vedeva bene del resto.
Quando, a fine esame, la presidente di commissione le chiese che cosa le sarebbe piaciuto fare, rispose: <<La giornalista>>. Applausi dagli spalti.
Iniziò a frequentare Lettere Moderne fantasticando di diventare quella che di fatto non diventò mai.
Lasciò la facoltà dopo un paio di mesi sentendosi esausta come se avesse studiato per anni.
Furono tempi difficile poi. Fatti di perdita e di dolore.
Poi la rivelazione: <<Mi piace ascoltare la gente. Aiutarla.>>
Le settimane passate ascoltando quell'amico che amava come un fratello e oggi totalmente scomparso dalla sua vita, l'avevano aiuta a capire che Psicologia era quello che voleva fare.
Così si iscrisse e cominciò a sostenere i primi esami. Lavorava anche. Era tutto molto stressante: lavorare, studiare, stare dietro a una casa vissuta da tre persone, provare anche ad avere una vita sociale.
Poi smise di studiare e fingendo di credere che un giorno avrebbe ripreso, lasciò perdere tutto sapendo già allora che questo sarebbe stato il suo rimpianto più grande.
Cosa successe? La vita. Quella che non sai mai cosa succederà e dove ti porterà.
Continuò a lavorare passando dalla padella alla brace.
Oggi non trova neanche più il tempo e le forze per fare quello che vuole. Vive annaspando continuamente in questo mare sapendo che questa facciata di positivismo, di <<dobbiamo vedere i lati positivi>> non la salveranno quando la marea si alzerà.
Sembra essere rimasta la stessa bambina pacata di un tempo.
E' tornata ad indossare gli occhiali.
Questa volta sono meno vintage ma non sono neanche quelli che sognava di avere.
Quando si hanno pochi soldi il riciclaggio è l'unica opzione.
 Nella sua testa però si è creata questa  voragine di pensieri, immagini, sentimenti che non vedono mai la luce del sole. Se ne stanno tutti lì, rinchiusi, raggomitolati su stessi. Ogni tanto esce fuori una lacrima, più spesso invece i battiti del suo cuore accelerano in modo non del tutto normale.
Rimane zitta però la nostra bambina, perché lo sa che, se nei film quando sei a un passo dal mollare tutto arriva la svolta della vita, nella vita reale, invece, sprofondi e basta.


11 commenti:

  1. posso capirti e tanto...ma tu sei piu' giovane di me e le devi tentare tutte per realizzarti.
    io giusto per consolarti continuo a provarle tutte nonostante le porte in faccia siano a migliaia.

    ti abbraccio tanto e ti auguro ogni bene.

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    1. E che poi una si rompe le palle a vedersi le porta chiuse in faccia.
      Ti abbraccio!

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    2. forza e coraggio io me lo dico sempre e sopratutto ultimamente...

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  2. non è un periodo bello per molti.....ma bisogna vivere...cercare, cercare sempre, ogni cosa che possa stimolare

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  3. Rubo una frase di Magnolia:
    "tu sei piu' giovane di me e le devi tentare tutte per realizzarti."
    e io continuo a tirarti i pugni per cercare di farti più male io delle porte che ti si chiudono in faccia...
    la facciata di "positivismo" non ti deve salvare nel malaugurato caso che la marea si alzi, ma deve darti la forza per vedere le cose intorno in modo diverso.
    Abbiamo due possibilità almeno di vedere le cose.

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    1. Eh lo so.
      Solo che ci sono giorni in cui non è sufficiente vedere le cose in un certo qual modo.

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  4. Molto di quello che hai scritto so com'è, come ci si sente... Il mio modo di essere positiva è pensare "Se non so nuotare, almeno galleggio". Gli appigli sono difficili, si scivola. Volevo fare anch'io la giornalista, ho provato per un mese o forse meno, e ancora non so cosa è andato storto e perché davvero ho mollato gli studi. Credo sia stata la marea.
    Se non puoi nuotare, galleggia: prima o poi tornerai a nuotare.
    Un bacio

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    1. Tutto è un pò complicato quando hai difficoltà a galleggiare.

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  5. ...perché la vita, quando capita, ci viene sempre un pochino storta?

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    1. La chiamiamo vita forse proprio per questo... perché è sempre un tantino storta...

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