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venerdì 8 luglio 2016

Non so cosa ne sarà di me ma al momento sono qui

Non sono morta né, come si dice dalle mie parti, "mi sono fatta i picciuli".
Lo stesso non si può dire del mio amatissimo computer che alla veneranda età di dieci anni ha deciso di lasciarmi per sempre, trasferendosi in quello che deve essere il paradiso dei computer.
Così ho messo di scrivere, di leggervi, di guardare le mie serie tv, di imparare a truccarmi come Clio Make up.
Allora che ho fatto?
Sono stata immersa nei mie pensieri, mi sono costruita un mio mondo, ho sognato un futuro glorioso. Sì, ho passato il mio tempo a sognare e mi è piaciuto. Pazienza che abbia 27 anni, che i 30 si avvicinino, che non ho ancora un lavoro, né un marito, né un fidanzato, né una casa tutta mia. Ho sognato come quando si lo fa a 15, a 16 anni e  tutto ti è concesso perché hai ancora una vita davanti e nessuno si sognerebbe mai di dirti che quello che stai sognando è impossibile. Poi cresci e ti rendi conto che tutto è una merda, che anche quando ottieni ciò che vuoi c'è il rischio che, alla fine, non cambi niente, che aveva ragione lei, che da se stessi non si può scappare. Ti disperi, che tu abbia 15 o 16 o 27 anni. Piangi. E sono lacrime che ti bruciano da dentro, perché se c'è una cosa che fa più male della sconfitta è rendersi conto che quello che volevi non è quello che volevi. Strano gioco di parole, no? Ma c'è qualcosa di normale in questa vita? Forse, non ha ragione lui quando dice che questa vita non è altro che un videogioco impazzito? E non basta che tu abbia giocato ad Assassin's Creed o a Mario Bross, questo gioco non segue schemi, non ha livelli, è semplicemente una ruota che gira e gira e travolge tutto e tutti.
Allora siamo perduti? Siamo destinati a soffrire e basta?
Mi dispiace, ma io non riesco a vederla in questo modo. Ci sono cose per cui vale sempre la pena lottare. SEMPRE. Fanculo se hai preso una cantonata, se ti sei accorta che quella non è la tua strada. Fanculo quello che penseranno di te gli altri. Perché qualcosa penseranno, è inevitabile. E parleranno, cazzo se parleranno di te. Ma tutti sbagliamo, tutti crediamo di avere raggiunto il paradiso e poi ci ritroviamo nel purgatorio. Tu non sei gli altri, tu sei tu e sai quello che ti fa stare bene.
Sei caduta?
Prenditi il tempo per piangere per il dolore; farlo è umano. Prenditi le tue ore, i tuoi giorni, i tuoi anni sabbatici. E anche quando penserai di non poterti più rialzare, lo farai, cazzo se lo farai. Sarai in piedi prima ancora di rendertene conto. E' questo che fanno le persone che si credono deboli, inferiori, aliene.
Alla fine si rialzano e riprendono la loro vita.
E' questo quello che fanno le cacciatrici.


Non so cosa ne sarà di me ma al momento sono qui. Ciao.


8 commenti:

  1. ...che sognare come quando si hanno 16 anni, non ha età...
    ed è bellissimo...
    e non smetti manco quando hai un marito, una casa tua, e (più o meno) un lavoro, e quindi, sulla carta, tutto è praticamente perfetto...

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  2. Io so che ce la farai. E magari "qui" diverrà casa tua.

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    1. In un modo o nell'altro. Dovessi metterci tutta una vita.

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  3. Io non riesco più a sognare forse perché ho 37 anni.
    Tu fienili stretti ancora...
    Perché come dice Marzullo se ricordo bene "i sogni aiutano a vivere"

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    1. Aiutano ma rendono anche difficile vivere nella nostra realtà.

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  4. Mi fa'piacere che ti ricordi le cose che ti dico...
    E mi fa' piacere leggere queste cose...
    anche se mi hai già bidonato due volte =D

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    1. Me le ricorderò per sempre. :) e non ti ho fatto nessun bidone!!!

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