Pagine

sabato 23 luglio 2016

Diciasette giorni.

C'era una volta -e c'è ancora- un cane dentro il corpo di un gatto. Lui ama dormire dentro la dispensa della cucina e io, che non sapevo che uno della sua stazza amasse quel luogo stretto ed angusto, la prima volta che non l'ho visto in giro per casa per ore ho pensato che si fosse gettato dal balcone, splash, crema di gatto, chi cazzo glielo dice all'Ade.
Poi l'ho sgamato ronfare lì dentro e da lì ho capito che non era normale.
In questa storia c'è anche una gatta che si spaventa di un pollo di gomma e che per questo mi ha lasciato due bei graffi sulla caviglia destra. Mi sono vendicata, ogni volta che potevo, fingendo di spruzzarle addosso il vetril.
Questa storia non è popolata soltanto da esseri a quattro zampe perché al suo interno ci sono concerti al Carroponte con i Russkaja, a saltare da una parte all'altra del palco, ci sono le cuffie della silent disco che passano dal blu, al rosso, al verde.


 C'è anche del cibo. Tanto cibo. C'è l'indiano, ci sono i pizzoccheri, i gelati da Mela & Cannella, la pasta al forno vegetariana (lo so, sembra quasi una bestemmia), la pizza da Shaid a prima serata, le patatine e le grigliate a Casatenovo con le crostate vegan più buone che abbia mai mangiato.

Biscottino?

C'è la sala prova in cui non manca proprio nessuno: voce, chitarra, basso, flauto, batteria e l'aria condizionata sparata a palla.
Ci sono le sedie nel balcone e le chiacchiere nelle sere afose, ci sono le zanzare puttane, la citronella che si spegne ogni dieci secondi, le formiche che invadono casa, la pioggia improvvisa lungo il tragitto per tornare a casa, la mia prima lezione di bici e una macchina rigata per l'occasione.
Ci sono luoghi incantevoli: il Duomo, i Navigli, la chiesa di S. Bernardino alle ossa, il parco sui Navigli, piazza Unita d'Italia a Cernusco, San Babila, Largo Marinai d'Italia.

Piazza Unità d'Italia, Cernusco.

Il Duomo.

Largo Marinai d' Italia, Milano.

Palazzina Liberty, Milano.

Ci sono gli abbracci, di quelli forti, di quelli belli.
C'è la zia.
E c'è l'amata.
E, sì, ci sono anch'io.

Domani si torna a casa. Ma lo si fa con una storia del genere alle spalle, la speranza di raccogliere qualcosa in futuro e un pezzo del mio cuore nei pressi del Duomo.

No, non è Gesù. E' l'uomo delle bolle ed è l'uomo della mia vita.

5 commenti:

  1. San Bernardino alle Ossa è meravigliosa.
    È bello leggerti così, con ritrovata fiducia e coraggio. <3

    RispondiElimina
  2. Figo l'uomo delle bolle. E anche tu!

    RispondiElimina