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lunedì 2 maggio 2016

Lasciare i parassiti prima di varcare il portone.

Ci sono persone che sanno sempre tirare il meglio di me.
Io scrivo su whatsapp: “Urge chiamataaaaaaaa” con tremila “a” e lei poi mi chiama.
Così progettiamo di comprare un divanoletto e di studiare letteratura italiana insieme.  
Mi sento ottimista perché, per una volta, voglio esserlo.
Poi passano tre fottutissime ore e cade l’ottimismo, l’entusiasmo, la felicità, il mondo, tutto.
Basta che mi guardo allo specchio e i dubbi, i dilemmi, le paure e le paranoie fanno di me il loro campo fertile.  Banchettano con la mia carne dilaniandola e squarciandola. Non reagisco perché non so come battere questi parassiti perfidi. La mia anima credeva che fossero bozzoli destinati a diventare farfalle invece erano mostriciattoli dai denti affilati.
Allora scrivo di nuovo su whatsapp, questa volta a lui. Lui mi dice che dovremmo cambiare il nostro modo di vedere le cose, ma io sono stanca di cambiarlo. L’ho già fatto e sì, ok, ha funzionato ma è stato triste. Ho ucciso la mia parte romantica ed ingenua e mi sono, così, trasformata nell’ essere acido e scettico e freddo che sono adesso.
E va bene, acida lo sono sempre stata ma scettica e fredda mai.
Io invidio lui che ha accanto qualcuno, anche se non è più quella che pensava, e forse lui invidia me che potrei ma sto ferma.

Più di una volta mi è sfiorata l’idea di cominciare un altro blog. Uno dove restare anonima. Uno dove vomitare l’anima. Dove dire perché mi vergogno, perché non mi sento accettata, perché fa male quando capisci che da te nessuno si aspetta più nulla.

Forse la vita mi darà un’occasione.
Dovrò fingere di essere sicura, di sentirmi bella, di avere fatto quello e quell’altro, di essere quello che ci si aspetta. Se non lo faccio la paura e la vergogna torneranno e  avrò mandato a puttane tutto. Forse si aprirà quel famoso portone di cui tutti parlano. Speriamo solo che, attraversandolo, non vada a sbattere contro un altro muro. 


19 commenti:

  1. E perché non usare questo di blog per fare uscire davvero ciò che sei? Una sorta di terapia. Che dopo un po' a far finta che i problemi non esistano si sbaglia perché non ci si decide mai ad affrontarli.

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    1. Non lo so. Ho un senso del pudore e della vergogna hai massimi storici, non so riuscirei così in "pubblico".

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  2. Su una cosa hai ragione: sono parassiti, non sei tu.
    Se non vuoi dirci di cosa ti vergogni non fa niente, l'importante è che lo riconosca tu e che decida di affrontarlo e di capire che cosa cambiare.

    Io quel poco che conosco di te lo apprezzo moltissimo.

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    1. Ci provo ma spesso mi sento di fallire.
      Sono in stabile e complessa, lo so.
      Grazie biedda :-*

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  3. se hai bisogno di un altro blog...aprilo.
    se pensi ti fara' bene fallo subito
    so cosa intendi....

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    1. E' un'idea che ogni tanto mi sfiora ma alla fine so che finirei per lasciare tutto in asso. E' un pò difficile da spiegare ma è come se sentissi quasi di tradire questo posto.

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    2. Ma questo blog non lo tradiresti...resterà sempre una parte di te.

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  4. Se ti vergogni a scrivere in pubblico perché non provi con un diario? Con me funziona.

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    1. anche i blog sono diari....solo che potrebbe accadere che dopo tanto tempo ti senti conosciuta anche nell'etere.
      quindi se si sente il bisogno di cambiare che ben venga....

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    2. Ho già un diario.
      Più che altro l'idea del blog nasceva per capire "cosa" potessero dirmi gli altri.

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  5. o questo o un altro blog parlare di se stessi e di quello che si ha dentro è sempre molto complesso.

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  6. Anche io ci sono passata e alla fine l'ho fatto. Ho aperto un blog totalmente anonimo dove nessuno mi conosce, dove posso raccontare di me quel cavolo che mi pare senza paura che qualcuno legga qualcosa, dove posso parlare di chi mi pare senza paura che quel qualcuno legga qualcosa. E' stato difficile ma e' stata una grande liberazione. Ti consiglio vivamente di farlo. E poi se non te la senti di abbandonare i lettori che neanche sanno chi sei ma ti leggono volentieri, puoi sempre mandare loro un messaggio privato col nuovo indirizzo.
    Un forte abbraccio

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    1. Il problema non è tanto il tipo di persone che leggono, se conoscenti o no. La verità è che temo proprio l'atto in sè di dire certe cose.
      Lo so.. non ha molto senso, quindi perdonatemi e voletemi bene uguale :D

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  7. Come non riesci ad essere te stessa al 100%?
    Io pensavo di si leggendoti, ma è anche vero che non ti conosco..mm..
    Bè, aprine un altro! Anche io ne ho due perchè in quello vecchio era letto da persone che conoscevo..quindi :)
    E mi è sembrata un'ottima soluzione! Ora mi sento libera di essere me stessa! Poi aprirne uno nuovo non significa abbandonare questo, puoi continuare a scriverci :):) magari cose meno personali

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    1. Si, qui dentro sono me stessa più che altrove, solo che ci sono un paio di aspetti di me di cui non ho parlato apertamente che alle volte vorrei tirare fuori. La verità è che rientro in quella ristrettissima categoria di persone che considera certi argomenti intimi. Forse un giorno, quando vedrò tutto con più chiarezza e con meno paranoie, riuscirò a tirarle fuori anche qui.

      Ah, ok, hai due blog. Perché ero indecisa quale leggere e alla fine avevo optato per quello con la data più recente :)

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    2. Si, diciamo che quello vecchio lo aggiorno ogni morte di papa. E' dedicato a post più introspettivi diciamo :)
      Mentre in quello recente ci scrivo tutto quello che mi passa per la testa. Sostanzialmente: cazzate. ahaha
      No scherzo, racconto un po' di me, mi sfogo ecc :)

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  8. Oh ma se ti schiaffeggio appena metti il culo qui?
    Magari funziona.

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