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mercoledì 25 maggio 2016

La solitudine

L'unica ad averci ricavato qualcosa è stata Laura Pausini quando vinse il Sanremo giovani nel 1993, per il resto la solitudine è una delle paure peggiori dell'uomo.
Ci facciamo i conti tutti, prima o poi nella vita, e probabilmente ce la porteremo addosso fino a quando saluteremo questo mondo per sempre. Qualcuno diceva che nasciamo soli e moriremo soli, ma fosse solo questo, allora, saremmo tutti a cavallo. Invece ci cominciamo quando siamo piccoli, quando ci lamentiamo con mamma e papà che nostro fratello\ nostra cugina\ l'amichetto del cuore non vuole giocare con noi e ci ha lasciato soli. Fortunatamente bastavano in media venti minuti e tornavamo ad essere spensierati come prima, vuoi perché mamma aveva costretto nostro fratello a giocare con noi, vuoi perché nostra cugina si era mossa a compassione ed aveva ceduto, vuoi perché avevamo deciso di rompere le palle all'amichetto fino a quando, esausto, aveva gettato la spugna e: o ci aveva massacrato di botte o ci aveva accolto nelle sue grazie.
L'adolescenza stravolge tutto e la solitudine diventa non solo la canzone più ascoltata da buona parte del pubblico femminile (bastava sostituire il nome di Marco con il ragazzo di turno ed era fatta: un mix di strofe cantante a squarcia gola e di lacrime versate sui cuscini) ma anche lo stato d'animo più forte, spesso causa scatenante di tutto quello che è l'adolescenza: ribellione, sbalzi d'umore, voglia di evasione, crescita.
Da quel momento in poi, statene certi, la solitudine non ci lascia più. Sta ad ognuno di noi conviverci. Anche quando pensiamo di stare bene, quando c'è qualcuno che ci prende la mano e ci dice che andrà tutto bene, anche se non è vero, in realtà la solitudine è lì accanto a noi, sebbene sotto forma di paura, di angoscia, di se succede questo o se succede quello io torno ad essere sola.
Una settimana fa mi sono sentita dire da un tizio (che per comodità chiameremo, da questo momento in poi, lo Stalker) che la sua più grande paura è quella di restare da solo. Per riflesso ho risposto che era anche la mia. Ma la verità è che io non dovrei mai rispondere per istinto perché se lo ignoro costantemente un motivo ci sarà. Se potessi direi allo Stalker che no, la mia paura più grande, non è la solitudine ma è la morte. Che se esistesse il dono dell'immortalità, probabilmente, non ci penserei due volte e ne farei uso.
Perché, Cri, tu non hai paura di restare sola per sempre? Cazzo, che domande sono, certo che ho paura di restare sola per sempre ma sola lo sono sempre stata quindi so come sarebbe. Probabilmente avrei i miei momenti di crisi nera, poi mi concentrerei sulle cose belle e piccole che continuo ad avere, ringraziando Dio Zanetti, e andrei avanti. Fino a quando morirò e li, sì, avrò paura.
Lo Stalker, al contrario di me, non era mai stato solo ed era alla ricerca spasmodica di qualcuno con cui stare. Non so cosa sia più difficile se per uno come lui restare solo o se per una come me trovare qualcuno.
Avrei voluto dirgli che per stare bene con gli altri devi prima stare bene con te stesso (ora comprendo per quale ragione io tollero poco le persone, ambè), che anche solo avere un'amica su cui contare poteva essere un inizio, dall'altra parte perfino io ho delle persone vicine che mi vorranno sempre bene, ma sappiamo tutti che non basta.
Quando parliamo di solitudine il pensiero va a quella persona da amare, che ti fa battere il cuore e a cui teneresti la mano per sempre.
Oggi però le cose sono cambiate e Memorie di una vagina ha scritto questo articolo che per una sensibilona come me è un pugno forte nello stomaco.
Annaspiamo in questo mare di opportunità, di occasioni fugaci, di ti farei quello, ti fare questo e affoghiamo i nostri sentimenti, li sommergiamo di momenti in compagnia perché il corteggiamento, l'amore richiede tempo. Tempo che non siamo disposti a cedere perché la paura della solitudine è un macigno che ci blocca il respiro, che ci toglie il sonno, che ci fa tremare anche quando fa caldo.
Restiamo soli. La maggior parte lo è anche quando non è più sola, non si ha tempo di cercare la persona giusta, va bene questa qua, alla fine ci sto bene anche se il cuore non ha mai avuto l'accelerazione che avrebbe dovuto avere, se non ha sperimentato quella tachicardia che esige di essere coltivata giorno per giorno, che guarda dentro la carne, le tette, la vagina, il pene, il sesso.
Sono sola e chissà mai se qualcosa cambierà prima che la mia paura grande più mi farà cucù all'improvviso da dietro la porta. Spero solo di poterla affrontarla con qualcuno che, tenendomi per mano, mi dica andrà tutto bene.


( O magari qualcuno da raggiungere, mica è necessario che muoia prima io, eh!)


13 commenti:

  1. La parentesi finale è molto bella!
    Non so bene come commentare, onestamente, perché quando si è impegnati e non si ha tempo per quasi nulla mica ci si pensa troppo a queste cose. Si preferiscono le cazzate alle seghe mentali ma poi, boom, è inevitabile, comunque cascarci e rendersi conto che alla fin delle finite possiamo contare davvero solo su noi stessi.

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    1. E' esattamente per questo motivo che ho bisogno di un lavoro. Penserei di meno e vivrei meglio.
      Contare su stessi dovrebbe essere una priorità. Altrimenti siamo vuoti. Personalità spente.

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  2. Il tipo (ma la gente così, in generale) che ha paura di restare solo, mi mette paura. Perché finisce per magari stare con qualcuno, non perché l* ama ma tanto per. Invece come dici dovremmo dedicare più tempo a cercare quel battito, magari stando anche un po' da soli se capita.

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    1. Anche a me fa paura. E dire che dovrebbe essere bello avere la tachicardia. (Quanto meno questa, non quella generata dall'ansia che è tutta un'altra cosa -.-)

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  3. sembra sempre facile
    essere distanti dal movimento menatoso, no?
    io sono una che predica leggerezza, ma che la si pratichi a 360 gradi...

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  4. Ho sempre pensato (pensato è una parola grossa) che molte persone siano in coppia per la sola paura di rimanere soli.
    Per questo motivo (non solo, ma anche per questo) preferisco la solitudine a una relazione consolatoria.

    p.s lo stare da soli richiede molta forza, forza che talvolta manca, la sofferenza sempre in agguato

    p.s.2 che commento ottimista :-)

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    1. E' un commento vero.
      Eh si, stare soli richiede moooolta forza. :)

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  5. Ci vuole solo un pochino di coraggio...se lo si trova poi come per i canto potremmo trovare compagnia.
    E poi non importa tornare a casa e non aver nessuno... Ma comunicare con tutti a che nella giornata intera.
    Un abbraccio e ricorda la paura non porta a nulla.. Io per altri versi sto ancora pagando il prezzo per aver avuto e per averla la paura

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  6. Sarà che non ho paura della solitudine perché dopo una vita di solitudine ci ho fatto il callo, ma accontentarsi di avere qualcuno, uno qualsiasi, è peggio che restar soli, secondo me. E' proprio vera l'espressione "ci si può sentire soli anche in mezzo alla gente" (mi scuso se la citazione è inesatta).
    *calorosa stretta di mani*

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