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martedì 17 maggio 2016

Book: L'allieva

Lo scenario è questo: prendete Grey's Anatomy e svuotatelo delle sale operatorie, dei dottori sexy e delle scene di sesso dentro gli stanzini. Aggiungete la goffaggine di Bella Swan, il sex appeal che dovrebbe avere Mr.Grey e un pò di CSI all'italiana ed ecco fatto! Habemus libro. 


Innanzitutto ci tengo a precisare che non è un brutto libro. E' scritto bene, cosa da non sottovalutare, considerato che oggigiorno si considerano best-seller libri come Cinquanta sfumature del colore che vuoi tu. Il caso investigativo di fondo è buono; certo prevedibile in alcuni punti ma abbastanza intrigante. L'intera opera non risulta pesante, c'è un buon ritmo, tra vicende legate al caso e vicende legate alla vita privata della protagonista. Ma... mi aspettavo di più.
Tralasciamo che la protagonista sembra la sorella di Bella di Twilight. Tralasciamo che combini un disastro dietro l'altro, ci può anche stare se sei perseguitata dalla nuvoletta di Fantozzi. Ma un pò più di amore per la tua professione ce lo vogliamo mettere o no? Sì, Alice, non fai che ripetere che la medicina legale è il tuo mondo ma a quanto pare non hai concluso molto nei primi due anni di specialistica, quindi la domanda è: quando pensi di darti una svegliata? Come si fa ad amare tanto la propria professione e rendere tipo zero? E' come se Cristina Yang non solo avesse fatto schifo in cardiochirurgia ma non avesse fatto niente per migliorare se non professare il suo amore per il suo mestiere. Ecco, Cristina Yang non accetterebbe mai una cosa del genere... Dio, quella donna ha lasciato Owen Hunt per la cardiochirurgia! 
Invece no, Alice si distrae, perde cadaveri e parte per Khartoum per assicurarsi che il suo non-più-fidanzato sia guarito dalla malaria. 
Certo, alla fine è lei che risolve il caso sebbene il colpevole non venga neppure accusato (che volete farci, siamo in Italia, qui i colpevoli non vedono mai la prigione). Però lo fa in un modo che Horatio Caine preferirebbe ficcarsi quei suoi bei occhiali da sole su per il popò. Dall'altra parte, che vuoi che sia andare a cena o a bere un drink con la sorella della morta e spiegarle per bene ogni dettaglio che dovrebbe, dico dovrebbe, essere un'informazione riservata. 
E va bene, sono troppa rigida. In fondo lei ha conosciuto la vittima giusto il giorno prima che questa venisse trovata morta nella sua stanza. E' comprensibile rimanere un pò scioccati. Un pò, appunto. Non è mica morta tua sorella, Alice. Non c'è bisogno di fare così.
Poi c'è Claudio, il Mr. Grey all'italiana, con meno soldi e con meno dipendenza dal sadomaso, che si aggira per le sale come se fosse Derek Sheppard. Ocheggia per l'istituto come una prima donna, non si capisce se per Alice provi qualcosa o se lo faccia apposta. 
Ci sono altri personaggi, un pò stereotipati a mio avviso, una nota positiva va a Yukino, la coinquilina cinese che non si capisce bene che cosa ci faccia in Italia.
Giusto perché voi lo sappiate, c'è un seguito di altri quattro romanzi e la Rai sta pensando bene di farne una finction.

Quindi, domanda da un milione di dollari, mi è piaciuto il libro? Sebbene tenda sempre a salvare il salvabile, direi grazioso  no, non mi è piaciuto.  
Tuttavia non mi sento di condannare la scrittrice. Non è un' opera pessima, ma a me, semplicemente, non ha fatto impazzire (quindi, boh, magari a voi piace).
Ed ora, scusatemi, ma mi vado a vedere un altro episodio di Grey's Anatomy. 

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