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martedì 19 gennaio 2016

E improvvisamente fa freddo.

Fa freddo fuori, fa freddo dentro, fa freddo anche, un pò, dentro al cuore.
Immagino che la principessa Anna, colpita dalla magia gelante della sorella Elsa, si sia sentita esattamente così: stordita, affranta e tremante. A lei è bastato un atto di vero amore (il suo verso la sorella) a me, probabilmente, non basterebbe neppure un getto di lava bollente.
Le cose non sono molto cambiate, a casa regna una tranquillità inquietante e fantascientifica quindi aspetto la botta nelle prossime settimane (verosimilmente quando si dovrà pagare l'affitto).
Avevo pensato di scrivere qualcosa che avesse a che fare realmente con il freddo che si è abbattuto in questi giorni sulla città più soleggiata dell'Italia (questo lo sto dicendo io, non prendetemi sul serio, anche se camminare con un solo maglioncino a dicembre potrebbe dire qualcosa...). 
Certo tutto questo freddo avrebbe più senso se arrivasse anche la neve ma evidentemente non merito tanta felicità in una sola decade. 
Stavo dicendo che volevo parlare del freddo reale quando ieri ho pensato a un altro tipo di freddo. Un freddo che in questi ultimi due anni è tornato troppo spesso e mi chiedo se ciò voglia dire pure qualcosa. 
Qualcosa che non riesco ad accettare altrimenti non starei qui a parlarne. A volte ho questo maledetto vizio di lasciare passare del tempo, tempo che, se a volte aiuta a rimarginare le ferite, altre volte le rende più profonde. Finisco così per cadere dentro a un vortice di se, ma, poi, colpa sua, colpa mia, non volevo andasse così, ci sto male, ci stai male, basta, addio, ciao.
Vorrei essere quel tipo di persona che sa sempre cosa fare e come comportarsi e possibilmente fa anche la cosa giusta e invece mi ritrovo davanti questa schermata bianca, raffreddata come non lo sono stata mai negli ultimi 5 anni e con la voglia matta di prendere delle decisioni sensate nella mia vita.
Tra due mesi sono 27 e, ancora, non ho concluso un cazzo.

Sì, forse era meglio che mi limitavo a parlare del freddo e basta. 


11 commenti:

  1. Ultimamente è venuta l'ansia esistenziale anche a me e i miei sono 28.

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  2. Io sono convinta che le ferite non guariscano mai da sole. Certo, si rattoppano, smettono di sanguinare e si cicatrizzano. Ma poi prudono. Si lagnano al cambiare del tempo. Restano visibile. E allora affrontali i mostri. Riappropriati di te stessa. Ti stringo.

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  3. a 27 anni non si conclude mai un cazzo... ed è cosa buona e giusta

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  4. A volte avere davanti un foglio completamente bianco ti va divorare dall'ansia ma in realta' e' una grande opportunita' non sapere cosa dipingerci sopra perche', in fondo, potrai dipingerci quel cavolaccio che ti parra'. Per cui, dopo che avrai eliminato i se, i ma, colpa sua, colpa tua, o semplicemente avrai deciso di pensarci di meno, potrai fare un passo in avanti nella tavolozza della tua vita.

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    1. Il problema è che bisogna pure fare in modo che questa tavolozza, alla fine, porti pure da qualche parte...

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  5. Persone che sanno sempre cosa fare e come comportarsi non ne conosco (chi più chi meno abbiamo tutti le nostre belle insicurezze, a 20 anni, a 30, a 40, a 90, a 110... ok dopo arriva la Certezza :-)).

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