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martedì 11 agosto 2015

Quanto è grave, dottore?

Oggi pomeriggio.
 Il tempo è più molto più fresco dopo la pioggia di stamattina e per sicurezza mi sono portata dietro l’ombrello che con la fortuna che mi ritrovo viene di nuovo giù il finimondo come ieri.
Pioviggina ancora ogni tanto, non in questo momento, però.
Sono ferma sul marciapiede in attesa che l’amica M. mi raggiunga, quando sento un rumore di acqua scendere da non so dove. Così lo vedo. Quel rivolo d’acqua sotto il marciapiede che va a sfociare, sebbene non sia il termine migliore, nel tombino li vicino. Rimango come ipnotizzata.
Quell’acqua, quella pozzanghera mi bloccano.
Penso a Diego.
Forse è per questo che mi sono bloccata perché era lui quello fissato con le pozzanghere.
Poi penso che ho qualche problema.
Diego non né un mio amico, né un mio ex né nessuno di “reale”. Diego è solo uno dei protagonisti di un libro. Di questo libro. Ed io ho pensato a lui e quindi, sì, ho qualche problema. Perché di solito si pensa alle persone vicine, agli amici, ai ragazzi, alla famiglia, alla cugina della zia della nonna di chicchessia ma non a un personaggio inventato.
Questo dimostra solo la mia scarsezza di rapporti umani. La mia selettività nello scegliere le persone con cui stare. Che poi diciamoci la verità ….  non è che io debba scegliere ogni giorno chi prendere nella mia vita e chi no. Non è che ci sia propria la fila sotto casa mia, ecco.
Questa cosa un po’ mi preoccupa. Non il fatto che non abbia la fila sotto casa ma che pensi a Diego. E nel fatto che nel pensarlo mi sia sentita un poco nostalgica.

Sono giorni di nulla questi. Sono a casa. Disoccupata. Non sono riuscita più a stare dietro alle letture dei vostri blog, a scrivere nel mio. E mi manca internet.  Mi manca guardare anche solo immagini varie su Pinterest e fare progetti al computer.
Così mi sono bloccata con un gioco della playstation che di tanto in tanto mi causa anche la nausea.
Leggo Oliver Twist, mi piace, ma non gli presto tutto il mio tempo libero.
Sono libera ed esco poco.
Sono disoccupata e ho deciso che non tornerò da titolare manco se mi chiama disperato. Tra l’altro mi deve ancora finire di pagare. Ha detto delle cose che mi rendono nervosa per la maggior parte delle giornate.

Sto pensando ancora a quella pozzanghera.
Sto pensando ancora a Diego.  

9 commenti:

  1. eh, ma tu a Titolare quante gliene hai dette dietro...
    un grosso abbraccio

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    1. In realtà abbiamo litigato per quello che ci siamo detti davanti ahahahhaah :)
      Ricambio l'abbraccio chiunque tu sia :)

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  2. quel libro ha segnato anche me!

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  3. Capita anche a me di affezionarmi a dei personaggi come se fosse amici veri. Ma in fin dei conti, se ci pensi, è come se facessero parte delle nostre vite. Non aver paura di riempire i giorni con le cose che ami. Farlo con le persone è ben più difficile. Lo so per esperienza e mancanza. Ti abbraccio.

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    1. In effetti è vero. Fanno parte della nostra vita perché in qualche modo l'hanno condizionata. Altrimenti non li avremmo amati così tanto.
      Abbraccio te :)

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  4. Finché non sei molto allegra il giorno del suo compleanno (o molto triste come me nel giorno della morte di un personaggio caro) allora stai ancora bene ;)
    "Andremo tutti all'Inferno, tanto vale godersi il viaggio" (cit.)

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    1. Ora voglio sapere chi è il personaggio caro ;)

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    2. Ne ho più di uno, a dire il vero, ma non vorrei fare spoiler (sono tanti personaggi principali!) xD

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