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giovedì 25 giugno 2015

Sono altre cose quelle che contano.

Una volta avevo un diario segreto. Ne ho avuti diversi in realtà.
Poi mi sono resa conto che mi censuravo pure là e allora ho capito che era meglio darci un taglio. Se non riuscivo ad essere sincera neppure tra quelle pagine tanto valeva non mandare più avanti quella farsa.
Ogni tanto però l’istinto, la nostalgia, la mancanza della carta e della penna mi riportano a riaprire il cassetto ed a sforzarmi di essere sincera, almeno con me stessa. Così scrivo la mia città, la data come mi hanno insegnato a scuola e parto. Un fiume in piena di parole, di persone, di sensazioni, di tutto. 
Dopo un po’ ho smesso di nuovo. Ho il blog sebbene mi autocensuri pure qui.
Non lo faccio perché non voglio ammettere quello che penso o che provo. Lo faccio perché ho la paura fottuta che chi non debba leggere legga e che io venga scoperta. Non sono spavalda e non lo sarò mai per cui mi difendo come posso, nascondendo quello che sento agli altri per esempio.
A maggior ragione che adesso non ne vale più la pena.
Forse è per questo che voglio scappare. Per poter ricominciare senza che gli altri mi conoscano. Il cambiamento non lo vedrebbero, penserebbero che io sia così e fine della storia.
Mi dà un enorme fastidio avere così timore, così considerazione degli sguardi degli altri, dei loro pensieri, anche se si tratta di persone fidate, di alleati.

La scorsa settimana, dal parrucchiere, la ragazza che mi stava facendo la piega mi ha detto che ho i capelli fragilissimi e che dovrei fare qualcosa. Mi ha consigliato un shampoo, che alla fine ho poi comprato, e mi ha detto che sono troppo giovane per avere questo tipo di problema e che sicuramente una fonte di stress ha fato il danno.
Mi ha chiesto quanti anni ho.
Ho risposto ventisei.
“Cosa?”
“Ventisei”.
“Davvero? Sembri molto più piccola”
“Si, lo so. Me lo dicono tutti. Scommetto che non me ne dava più di diciotto”.
“Hai praticamente la mia età”
Non le ho detto che lei, a me, sembrava avere trent’anni.
E’ strano.
Quando andavo alle elementari, tutti pensavano che andassi alle medie, ero troppo grande, troppo robusta, troppo matura. Poi forse il tempo si è fermato così quando ho fatto diciotto anni me ne davano sedici, poi dai venti in su hanno continuato a darmi tra i sedici e i diciotto massimo.
Mi guardo allo specchio e mi chiedo perché.
Tutti dicono che è un bene, così a quaranta sembrerò averne trent’anni, ma a me non me ne frega un cazzo.
A me piacerebbe che si rendessero conto di altre cose.
Che il mondo là fuori sta bruciando perché siamo rancorosi, violenti, troppo egoisti.
Che non ci viviamo le cose belle perché siamo paralizzati da quelle brutte.
Che il pensiero di arrivare a fine mese non debba vietarmi di comprare quel libro o di stampare alcune foto o di andare a quell’ aperitivo in riva al mare.
Mi piacerebbe che qualcuno mi prendesse, per un po’,  per mano perché da sola non ce la faccio.

Mi piacerebbe essere felice. 


6 commenti:

  1. In un telefilm qualcuno diceva:"Pensiamo sempre che noi un giorno saremo felici. Noi avremo quell'auto, quel lavoro o arriverà l'anima gemella che risolve tutto. Ma la felicità è uno stato d'animo. È un modo di essere, non un traguardo. È come la stanchezza o la fame, non è durevole, va e viene. Funziona così. E se le persone la pensassero in questo modo sarebbero felici molto più spesso."
    Mi ha un po' aperto gli occhi. Ho smesso di lottare per restare a galla e mi sono accorta che tante volte erano sforzi inutili: stavo a galla anche senza agitarmi. Sto ancora imparando a controllare paranoia e altre cazzate debilitanti, ma sono felice più spesso rispetto a qualche anno fa. Certo, ci sono cose per cui si DEVE lottare, ma ce ne sono anche altre che possiamo fare bene senza dannarci l'anima.

    Per l'età capisco perfettamente: una volta al supermercato stavano per chiamare la sicurezza perché volevo comprare una bottiglia di rum e la cassiera mi credeva minorenne. Avevo 23 anni! :D

    Ps: sii felice più spesso... intanto ti stringo forte!

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    1. Mi rendo conto che se analizzo "razionalmente" cosa è la felicità mi trovo totalmente d'accordo con te.
      Solo che "sentimentalmente" ho una visione tutta diversa.
      Diciamo che la felicità è la cosa più difficile da definire. :-\

      Ps: io una volta volevo un gratta e vinci e il tizio mi fa: "Ma quanti anni hai?" visibilmente preoccupato. xD

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  2. 1. a me danno diciotto anni e in realta' ne ho trentaquattro. Mi ha sempre dato fastidio la cosa perche' persone che a mio giudizio dovrebbero darmi del lei mi danno del tu e mi chiedono pure che lavoro fanno i miei genitori. Tutti, come a te, mi hanno sempre detto che e' un bene, che a cinquant'anni ne dimostrero' trenta per cui di cosa mi lamento? Boh, a me continua a dare fastidio
    2. io scrivo su blog dal 2001 e ne ho cambiati parecchi (credo quattro o cinque) perche' in tutti c'era sempre qualcuno a cui avevo dato l'indirizzo nuovo e che mi conosceva. Alla fine sono arrivata a questo blog che tengo ora. Non do l'indirizzo a nessun conoscente, neanche ad amici piu' stretti. L'ho dato solo a una persona, una delle mie piu' care amiche, ma probabilmente se tornassi indietro non lo darei neanche a lei. Se vuoi tagliare, aprire uno spazio in cui sentirti pienamente sincera, beh, internet e' il posto giusto. Ma anche un diario cartaceo non sarebbe male :)
    3. ho capito davvero da pochissimo tempo che la felicita' non e' una condizione assoluta. La felicita' dipende TUTTA dal soggetto che la vive. Si puo' essere felici anche non avendone motivo, o essere tristi anche se in realta' si dovrebbe apparentemente essere felici. E questo perche' e' una condizione mentale che creiamo noi. Bisogna allenarsi ad essere felici, trovare ogni giorno un piccolo spazio per noi stesse per fare anche solo una cosa che ci rende felice, una piccola cosa come ad esempio una doccia col nostro shampo preferito e godere di quel momento per trovare il sorriso. Ti assicuro che funziona e pian piano diventa un modus vivendi.

    Un forte abbraccio e scusa il papiro :)

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    1. Dal libro Se è questo un uomo, di Levi, ho sviluppato anch'io l'idea che la felicità è un limite perché ci sarà sempre qualcuno più felice o, ahimè, più infelice.
      Solo che quando penso allo stare bene, all'essere tranquilli, ad alzarsi la mattina (dopo avere carburato) con il sorriso sulla faccia e portarselo, tendenzialmente, tutto il giorno addosso.. ecco, quella dovrebbe essere la felicità.
      E un pò mi manca.

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  3. Anche a me danno 21 anni, e ne ho quasi 28. Anche a me hanno detto la storia dei quaranta che sembreranno trenta e anche io ho risposto che non me ne frega un cazzo, vorrei che non mi prendessero per ragazzina.

    Sui diari io invece funzionavo al contrario, ero troppo sincera e rileggendomi mi vergogno, perchè è tutto così acerbo. Poi non riesco ad amare la mia scrittura veloce, e ogni volta mi verrebbe da strappare la pagina e scrivere in bella copia. Pensa che sto scrivendo appunti di finlandese su un quaderno pulito e ogni volta che finisco un capitolo trovo che il titolo dovrebbe essere di un colore diverso o che le frasi starebbero meglio scritte diversamente. Che stress.

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    1. Ahahahhaha... anch'io strappavo le pagine per riscrivere. I miei diari da belli ricchi di fogli diventano magrissimi :D

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