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lunedì 27 aprile 2015

Nella vita reale è diverso.

Ho provato a scrivere un post almeno un paio di volte senza avere bene in mente di che cosa parlare.
Stavo per fare un post stupido sulla guerra agli Spoiler a cui ho assistito in questi giorni, inseguito un episodio shock di Grey’s Anatomy andato in onda settimana scorsa ma non essendo in pari con la stagione non avrebbe avuto molto senso. Poi, volevo farne uno contro la regista di Grey’s Anatomy, Shonda Rhimes, per istigare il fandom ad eliminarla una volte per tutte ma ho desistito per lo stesso motivo di prima e inoltre avrei rischiato di spoilerarmi ancora di più sull’episodio in questione, quindi nada.
Tutto questo per nascondere il casino che c’è nella mia testa.
Per carità non mi sono tirata indietro, avevo detto e giurato a me stessa che, pur di non stare più così male, mi sarei buttata dentro qualsiasi cosa, ma non è che si tratti di una cosa immediata. Ci vuole tempo. Molto tempo. E molta, molta fortuna. Quindi aspettiamo.
Solo che aspettare lascia un sacco di tempo libero che la mente mia riempie con molte cose paranoiche e malsane.
Certo, lascia anche spazio all’introspezione ma spesso questa và alla deriva e buongiorno, ecco un’altra giornata di merda.

Ho capito che oltre a sentirmi un pesce fuori l’acqua il 90% delle volte che sono con gli altri, mi sento anche in difetto.
Come se non avere fatto qualcosa o pensare qualcosa di diverso rispetto agli “standard” mi condannasse a essere strana, anomala e questo mi fa sentire sbagliata, in torto, un pesce che vive sulla terra ferma.
E’ tutto astratto, è tutto così confuso, evanescente, momentaneo ma c’è, è presente, non và via e non so neppure se svanirebbe se dovessi, per qualche motivo, cominciare ad entrare negli standard.
Ma standard di che? Di che cosa? Non lo so.
So che non ci sono prototipi di vita validi per tutti, che ognuno ha la propria di vita, che non si dovrebbero fare paragoni. Però quando per un motivo o per un altro stai attorno a delle persone che abbracciano quegli standard, allora cominci un po’ a sentirti ferita, a dubitare, a chiederti se stai sbagliando.
Perché, ahimè, solo nei film gli “strani” ottengono quello che vogliono, si realizzano come persone, mostrano il loro valore. Nella vita reale è tutto molto più complicato e impossibile.
Nella vita reale il tempo passa dietro a tutte queste inutili speculazioni.
Nella vita reale ci sono i problemi di ogni giorno che mettono i bastoni fra le ruote nella strada verso la propria felicità.
Nella vita reale è così: bisogna cercare di tenere il più a lungo possibile la testa fuori l’acqua se non si vuole morire;  nella remota sperata che un tronco di legno passi vicino a noi, che una mano amica ci tiri fuori, che la corrente ci spinga verso un porto sicuro.

Allora potremo cominciare a vivere. 

16 commenti:

  1. Nella vita reale sì, è ben diverso. Lo so.
    Però nella vita reale gli strani, spesso, diventano fighi e quindi vengono si accettati ma solo perché si adattano a una norma.
    Noi cosa vogliamo fare? Tu? A me tu sembri splendida così.

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  2. pensa che io avevo abbandonato GA e l'ho recuperato proprio perché ho letto lo spoler su twitter!
    Piccola batuffola di Cri, penso che tutti in determinati ambienti possiamo sentirci pesciotti fuor d'acqua, al di là della percentuale di perfezione e normalità che possiamo dare a intendere dall'esterno. Magari è tempo di trovare altri tipi di pescioloni con cui condividere le tue splendide qualità.

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    1. Forse dovrei vederla in questo modo! :)

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  3. Mah, io sono sempre stata percepita come fuori standard, quindi non capisco il discorso perché non ho nemmeno la possibilità di entrarci.

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  4. io sono un pesce d'acqua da sempre e per sempre, perciò... che ddire? ti capisco, e ti abbraccio
    Minerva

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    1. E dire che io non so neppure nuotare... forse è per questo che finisco sempre fuori l'acqua?!?!
      :-*

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  5. Quello spoiler su GA l'ho visto anche io praticamente ovunque, io che la serie manco la seguo. Però posso solo immaginare la mole di bestemmie carpiate salite a chi ancora non era in pari o non aveva visto la puntata.
    Per il resto, io credo tesoro che a volte abbiamo solo bisogno di circondarci delle persone giuste per noi. Perché magari ci sentiamo strani o inadeguati perché siamo con una compagnia che non si incastra bene con la nostra personalità e i nostri interessi. Io personalmente, mi sono sentita così tutti gli anni della scuola e fino ai 20 anni. Poi col tempo, vincendo anche un po' la timidezza, sono riuscita a conoscere persone affini, per gusti o altro, e a sentirmi più a mio agio.

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    1. Solo che a volte certi ambienti non puoi sceglierli, te li devi accollare e basta.

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  6. Siamo donne. Ecco la spiegazione. Gli uomini quando hanno del tempo per pensare semplicemente non pensano, mettono in stad-by il loro cervellino. Noi invece abbiamo una iperattivita' neurale che neanche fossimo sottoposte a stimoli sensoriali plurimi. Siamo donne e per questo ti capisco <3

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  7. Volevo solo ricordarti di non farti troppe seghe mentali...
    ricordati che siamo di passaggio, non rovinarti la vita correndo dietro a problemi dando loro una importanza che non hanno, riesco a spegarmi?
    :-*

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  8. c'è acqua e acqua...se sa di marcio o se sta tutta chiusa in una boccia di vetro meglio starne fuori, cara pesciolina d'acqua salata :-*

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