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mercoledì 17 settembre 2014

Succede che...

...che poi scoppi.
Una mattina di settembre mentre fai le solite pulizie.
Succede che ti senti la persona più brutta della terra. La persona più cattiva. La persona a cui, in un modo o nell'altro, le persone dicono addio. E qualcuno non si prende neppure la briga di dirtelo.
E mentre tu ti lamenti delle solite cose, il tempo passa.

Succede che improvvisamente vieni inondata dalla paura di perdere qualcuno. Di nuovo. E non puoi permettertelo.
Avevi promesso che te ne saresti presa cura. L'hai fatto, Cristina? L'hai fatto realmente?
Ti stai dando da fare come Dio comanda? E come sarebbe come Dio comanda?
Prendere quella fotografia e stringerla a te tra le lacrime non servirà a mantenere fede alla tua promessa. Alle tue parole.

Succede che ti accorgi di essere contemporaneamente vittima e carnefice delle tue paranoie. Che i difetti che tu vedi nel tuo corpo, nel tuo carattere, nel tuo modo di essere probabilmente li vedi più grandi di quanto facciano gli altri. Magari qualcuno sarebbe disposto a non farci caso. Ma tu, no. Non può essere. Le cose davvero belle non succedono a te. Succedono agli altri. Perché gli altri hanno coraggio, hanno bellezza, hanno intelligenza.

Succede che, se potessi, ti nasconderesti sotto terra perché tu che hai una vita non la stai vivendo appieno. Ci sono persone a cui non è concessa una vita normale e farebbero di tutto per essere te. E tu ti disprezzi. Ti odi, ti vergogni, ti senti la persona più infelice della terra; tu che non credi in stati assoluti come l'infelicità o la felicità.

 Ma che cazzo pretendi da te, Cristina? Che cazzo vuoi?

22 commenti:

  1. Tu vuoi solo essere felice, Cri. Ecco cosa vuoi. E questo post mi tocca tanto. Perché sarà il periodo, sarà settembre, non lo so. Ma sta di fatto che anche io sto così, forse per lo stesso motivo, se ho capito bene. Dobbiamo tenere duro, stringerci forte da sole e tenere insieme i cocci.
    Ti abbraccio.

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  2. Io mi sento sbagliata almeno 5 giorni su 7.
    Mi sembra di essere inadeguata al mondo.
    Mi guardo intorno e vedo persone, amici, realizzati.
    Io fatico a capire da dove posso cominciare per essere almeno un pò come loro, che sembrano così in pace con sè stessi.

    Ognuno è fatto a modo suo, e non c'è nessun modo giusto o sbagliato.
    Noi siamo noi.
    Punto.

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    1. E' vero. Solo che non riesco a capire perchè a volte il mio modo di essere cozza tanto con il mondo fuori.

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    2. ah ah non capivo il senso...
      leggevo: "a volte il mio modo di essere cozza..."
      ^_^

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    3. ahahahahahhahahahahhahahahahahah :D
      potrebbe essere anche quello ;)

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  3. " Che i difetti che tu vedi nel tuo corpo, nel tuo carattere, nel tuo modo di essere probabilmente li vedi più grandi di quanto facciano gli altri. Magari qualcuno sarebbe disposto a non farci caso. Ma tu, no. "

    "Ci sono persone a cui non è concessa una vita normale e farebbero di tutto per essere te. E tu ti disprezzi. Ti odi, ti vergogni, ti senti la persona più infelice della terra".

    Queste due parti, più di tutte le altre, credo di averle scritte anch'io nei miei diari, millemila volte. Come si cambia davvero? Vorrei tanto avere una bacchetta magica certe volte. Anzi, mi basterebbe solo un po' più di faccia tosta.

    Un abbraccione Cri

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    1. Faccia tosta: ma quanto farebbe comodo?

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  4. Iniziare a perdonarti e a sforzarti di guardarti come ti guardano gli altri, pensando che i tuoi difetti sono normali, che anche se non sembra stai dando il meglio che puoi, potrebbe essere un buon inizio :)

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    1. Ecco. Mi ha rubato le parole di bocca. Iniziare a credere in quel che fai. E a farlo, non solo pensare di. (mio grande difetto). E provarci a cambiare quello che non piace. Chiedendo aiuto se serve.

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  5. Bellissimo post. E purtroppo sta tutto in un equilibrio instabile tra l'essere come vorremo e l'essere come siamo.

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    1. Già. Camminare sempre su questo dannato equilibrio stanca parecchio.

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  6. per questo post valgono le mail di oggi, vero? ^_^

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  7. Non me lo chiedo più cazzo voglio. Mi basta la coscienza di saperlo a farmi chetamente rodere. Che è uno stadio più avanzato di constatazione dell'impotenza. Ma preclude anche una sorta di pace dei sensi. Di rassegnazione forzosa. Di fine dei giochi apparente che schiude orizzonti ora offuscati di incazzatura. Arrenditi e risorgerai.

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    1. Forse hai ragione. Chiederselo continuamente non fa che peggiorare le cose.

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  8. Che è successo, cara? Su su! Coraggio! Scusami se latito tanto.Come diceva su il primo commento forse tu vuoi essere solo felice. C'è chi nasce per non essere mai in pace con se stesso, deve solo accettarlo. Non avere paura, non sei cattiva, sei molto sensibile. E una bella persona. Credo che tu abbia già sofferto tanto Non so cosa consigliarti, ma vorrei solo abbracciarti! Un bacio affettuoso!

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    1. " C'è chi nasce per non essere mai in pace con se stesso" verissimo.
      :-*

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  9. Si pretende sempre troppo, da noi stesse. Credo che sia una prerogativa femminile al 100%

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    1. Forse perché siamo il genere pensante? :P

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