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giovedì 10 aprile 2014

Book: Giocare da uomo

Ti ho sempre visto attraverso lo schermo di una televisione.
Ho sempre ammirato i tuoi capelli mai scomposti, i tuoi modi gentili, il tuo essere sempre presente, nella gioia e nel dolore. 
Ti ho sempre difeso. E lo farò sempre. Perchè vanno bene gli sfottò, le critiche alla squadra, ai giocatori, al mister ma le offese mai, soprattutto se sono rivolte alla tua persona. Perchè chi non ha rispetto per te e per i veterani come te, non ha capito un cazzo del calcio. 
Totti, Maldini, Del Piero (nonostante la società l'abbia liquidato come se fosse l'ultimo arrivato alla Juventus) vanno sempre rispettati. Perchè loro non rappresentano solo le loro squadre... loro sono la personificazione della maglia che indossano. 

Lo so che non hai scritto tu il libro. Lo dici tu stesso in copertina: "La mia vita raccontata a Gianni Riotta".
Ma a me sembrava di sentire la tua voce mentre leggevo della tua vita, delle difficoltà della tua terra, della tua carriera, delle sconfitte e delle vittorie. 
Ho riso come una matta quando hai raccontato lo scherzo a Nagatomo. Alla faccia dell'uomo tranquillo! 
Posso dire di provare un pizzico di gelosia nei confronti di  Paula? La ragazza di quattordici anni di cui ti sei innamorato, che hai sposato e da cui hai avuto tre figli?
E poi c'è la Fondazione Pupi, l'impegno sociale in Argentina.

Dici di essere "fortunato e felice" ma voglio che tu sappia che anche noi fortunati e felici ad averti in squadra.
Sei il nostro numero 4, sei il nostro Capitano. 

Javier, grazie.

(E sebbene sia un periodo poco glorioso, grazie anche a te, Inter <3 )


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