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venerdì 25 ottobre 2013

Va tutto bene. Andrà tutto bene.

Me lo ripeto come un mantra. Per un po’ riesce a calmarmi, a non farmi stare male. Poi tornano. La rabbia e l’angoscia. La paura e la voglia di riscatto. La solitudine e i sogni ad occhi aperti.
Le ferite si richiudono con il tempo ma basta un po’ di sale e si riaprono di nuovo, bruciano di nuovo.
Mi chiedo se non sto diventando troppo paranoica.
Mi ripeto, anche, che non devo contro ribattere, che devo imparare a stare zitta ma con scarsi risultati. Una parte di me si fa prepotente e fuoriesce sperando di colpire, di fare male. Anche se io non lo voglio. Non voglio dare cattiveria per cattiveria.
Per gli altri è tutto uno scherzo.
Per gli altri sono cose dette così.
Per gli altri non è nulla di importante mentre per me è la fine del mondo.

Sono cosi arrabbiata.
Vorrei potermene stare per i fatti miei ma non mi è permesso. Le persone non fanno altro che darmi a parlare, ancora, ancora e ancora. Mi stuzzicano. E io sorrido e mi arrabbio. Rispondo e mi arrabbio. Annuisco e mi arrabbio. Mi sento come Hulk, pronta ad esplodere in qualsiasi momento, nel peggiore dei modi.

Guardo avanti e vedo sempre tutto nero. Mai un colore o una luce.
Mi fa paura vedere tutto nero, a ventiquattro anni. Dovrei vedere i colori e invece neanche so più che intensità hanno.

Volevo fare l’università. Volevo laurearmi.
Studiavo come una matta. Imparavo tutto. Sottolineavo tutto. Perché se volevo fare la psicologa non potevo certo essere superficiale. Ci sarebbe stata la vita delle persone in ballo. Davo pochi esami ma buona parte di quello che studiavo non lo dimenticavo. Non l’ho dimenticato persino adesso.
E invece niente.
E si, mi rode il culo vedere che altri ce l’hanno fatta. Quelli che si limitavano a leggere solo il libro. Che si facevano fare i riassunti dagli altri.
Vedo le foto delle feste di laurea e mi viene da piangere.
Non ce l’ho fatta, è l’unica cosa che penso.

Ripenso che al liceo era una delle più brave. Quella che faceva sempre i compiti. Quella che adesso vende mutande in un negozio anonimo della periferia mentre quel suo compagno che ha rischiato la bocciatura all’ esame di maturità si è laureato, è felicemente fidanzato e sta fuori l’Italia.
Mi dicono che c’è sempre tempo ma è solo una stronzata.

Mi fa schifo restare qui.
Mi fa schifo fare il lavoro che faccio. E lo so che ci sono nel mondo migliaia di persone che fanno un lavoro peggiore del mio. O che non lavorano proprio e stanno in mezzo ad una strada. Lo so, e che cazzo.
Ma questo forse non mi dà il diritto di lamentarmi, di non sognare di meglio, di non aspirare di meglio? Non mi dà il diritto di incazzarmi come una belva quando mi sento dire continuamente le stesse cose, anche se sono dette per scherzo? Che non so più come fermarle, come fare capire che adesso basta, se non mettendomi a piangere? Che poi, non ce la faccio neanche a piangere. Sono stanca di farlo. Non serve se non a sfogarmi. E di certo non cambierà niente.

Mi viene il voltastomaco. Ma sorrido e annuisco come una cretina. Perché più mi indigno e più me lo fanno apposta. Più dico che una cosa mi dà fastidio e più me lo fanno apposta. Sempre. Non capiscono il mio imbarazzo, il mio disagio. Non capiscono un cazzo. Come se farmi incazzarmi fosse la cosa più divertente del mondo.
A volte, per un attimo, ho la sensazione che forse non succederà niente.
Tipo quando ho detto che un tipo di scherzo mi dava fastidio. E parlavo seria.
E poi per un paio di volte, nonostante io mi guardassi le spalle, non è successo nulla. Mi sono rilassata. E poi ieri di nuovo. Ha ripreso con tanto di testimoni.
E a me adesso fa male lo stomaco.


Ma va bene. Andrà tutto bene.

17 commenti:

  1. Mi sembra di sentire me stessa, la sera, quando attendo di addormentarmi. Alla fine cosa mi manca? Forse il coraggio. Per questo sono ancora qui.

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    1. "Alla fine cosa mi manca? Forse il coraggio. Per questo sono ancora qui." Tu, mi leggi nel pensiero.
      <3

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  2. non c'è niente di male se ti senti arrabbiata, è una fase, è forza propulsiva verso quel cambiamento che tanto vuoi... devi solo canalizzare questa energia. anche con un piccolissimo passo... ma verso la direzione dei tuoi sogni
    :)
    buon weekend cristina
    emme

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    1. Ci ho riflettuto su quello che hai scritto...Canalizzare la rabbia. SPero di riuscirci! Grazie :)

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  3. Purtroppo ce n'è tanta di gente così, che si diverte a coprire gli altri di cattiveria...
    E' normale volere di più, di meglio. Concordo con Emme, usa la rabbia come uno stimolo per continuare. Puoi avere di meglio, te lo meriti!
    Un abbraccio

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    1. Non capisco cosa ci sia di divertente... Anche perchè lo scherzo vale se certe cose le dici a me, no che le dici ad un altro nella speranza di non farti sentire ed invece io ti sento!! bah.

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    2. Probabilmente sono persone che non saprebbero come spuntarla nel caso tu ribattessi a tono. Ma non vale la pena di perdere tempo a pensare a loro, né tanto meno a capire perché lo fanno... Si possono fare cose migliori in quel lasso di tempo

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  4. C'è un sacco di gente che non sa come riempirsi la vita se non dando fastidio agli altri... ti cpaisco quando dici che vorresti di più... io l'università l'ho finita e ne sono tutt'ora orgogliosa di quel mio percorso ma ora sono una precaria che più precaria non si può... ho i miei sogli e le mie ambizioni ma ogni giorno vengono spente e mi trovo a scontrarmi con un amara realtà... e non prendertela se a volta penso che sarebbe stato meglio evitarsi tutti questi anni di fatica e sudore e magari andare a vendere "mutande" o altro ed avere ora meno pensieri, essere più serena e poter coltivare le mie passioni senza puntarci troppo, ma così, come passatempo... poi ovviamente ci penso e mi dico che ogni cosa nella mia vita mi identifica, ogni mia azione, ogni mia scelta, nel bene e nel male ed è con questo bagaglio che posso andare avanti, che andrò avanti... e lo stesso è per te... mi sembri una persona cazzuta e determinata, non abbatterti e segui la tua strada... :-)

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    1. *un'amara realtà... quando scrivo con il cellulare è sempre un casino, scusa... :-)
      ah, anche *i miei sogni...

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    2. Tranquilla...io scrivo cose assurde anche con la tastiera :\
      Eh si, hai ragione quando dici che ogni nostra scelta, ogni nostra azione ha plasmato quello che noi siamo. E di questo non mi lamento... e che boh. A volte sono cosi giù che come mi ha detto una mia amica, poi bisogna andarmi a cercare in profondità.

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  5. Be', pensa a questo: se ti lanciano cattiverie gratuite, è solo perchè si sentono deboli e maltrattando che che sei forte s'illudono di essere forti.

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    1. Più che altro vogliono fare gli spiritosi.... con scarsi risultati.

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  6. Sai come la penso, vero?
    Tu DEVI fare qualcosa. TU PUOI. E non avere paura, cazzo. Non lamentarti, non piangere. Non serve a niente tutto questo. A NIENTE. Prenditi quello che vuoi, Cri. Non pensare agli altri. PENSA A TE.
    Io sono qui. E lo sai.

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    1. Il problema è che se penso a me non so che pesci pigliare.
      Lo so. Tu ci sei. Sempre.

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  7. Cri, hai scritto tante cose in cui mi rivedo. Mi sento anch'io così vecchia a volte. Non vecchia nel senso di vecchia, vecchia nel senso di fuori tempo per tante cose. Mi dico che non ho più 16 anni per fare stronzate o 18 anni per decidere ancora da che parte mandare la mia vita. Al tempo stesso però penso che è da stupidi sentirsi vecchi a 23/24 anni. Credo che tra decenni ripenseremo a questi anni come a quelli in cui, potenzialmente, avremmo potuto fare tutto. E allora boh, facciamolo. Lo dico anche a me stessa, tante di quelle volte. Eppure sono ancora qui, non a vendere mutande, ma a fare lavoretti stagionali che possono anche bastare così. Credo che per me l'università resterà sempre il mio più grande rimpianto, ma adesso non mi ci rimetterei mai sui libri. A volte mi racconto storie del tipo: "Non appena avrai un lavoro vero ti iscriverai a lettere o ad agraria, così per passatempo, senza frequenze, senza troppo impegno", ma so che mi prendo in giro. Adesso l'unica cosa che vorrei da me stessa è un progetto che non passi per una laurea. Certo, in questo periodo e nel buco di mondo in cui mi trovo, è una cosa complicata da realizzare.
    Vorrei saperti dare dei consigli Cri, ma non farlo nemmeno con me stessa. Comunque spero che adesso il tuo umore sia un po' migliorato.
    Un abbraccione gigante

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    1. Si, il mio umore è migliorato :)
      Ed hai ragione. Dovremmo fare tutto quello che ci passa per la testa ma la verità è che ci manca il coraggio. E poi, personalmente, quello che vorrei fare richiede dei soldi che non ho.
      Maledetti soldi.

      Un abbraccio mega anche a te :*

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  8. Gli altri si laureano, ma tu quello che hai studiato lo sai e lo sai perchè hai una testa funzionante e sai che se superi gli esami tanto per farlo non otterrai un bel cazzo, anche se ti laurei. Anche io sono così, le cose vanno fatte bene altrimenti è meglio non farle proprio e posso assicurarti che col tempo mi sono presa le mie soddisfazioni per questo, anche se ho passato l'intera adolescenza sui libri senza avere una minima vita sociale e senza ottenere niente neanche studiando.

    Gli altri parlano perchè non hanno un cazzo di meglio a cui pensare ed evidentemente devono concentrarsi sulla tua vita per non pensare che la loro fa schifo. Il consiglio che posso darti è: non farti scrupoli. Ti fanno del male? Restituisci il favore. Sii egoista. Cogli il lato della loro vita che fa schifo e rispondi. Tanto che hai da perdere?

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