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giovedì 13 giugno 2013

Un anno, un mese e una settimana

Sono passati esattamente un anno, un mese e una settimana da quando ho aperto questo piccolo spazio virtuale, questa mia bat-caverna su internet. Non sapevo bene cosa aspettarmi allora. Pur avendone avuto uno prima, pensavo che sarebbe stata un’esperienza da niente e da poco. Ma non mi importava: ne avevo bisogno e lo volevo. Punto. Fine della storia.

Sono partita come cacciatrice, come chi combatte le sue battaglie e anche quelle degli altri anche se poi gli altri ringraziano con bel calcio nel sedere e amen. Sono partita con un sacco di dolore alle spalle, che mi trascino ancora dietro perché quello non scompare, con tante speranze e poco certezze. Sono partita anche con un sacco di pregiudizi sulle persone e sul mondo.

Poi ho cominciato a scrivere ma soprattutto a leggere. O sarebbe più corretto dire: a leggervi, giorno dopo giorno, post dove post. Non penso di sbagliare dicendo che ho avuto la sensazione di affacciarmi sulle vostre vite. Magari in una o due sono proprio entrata. E’ tutto e partito da qui. Un anno, un mese e una settimana della mia vita sono anche state condizionate da questo luogo virtuale, che non si può toccare con mano ma che c’è. Ognuno di noi lo vede in modo diverso. Ognuno di noi ci ha messo del suo.

Sono arrivata cosi ad essere una cacciatrice che combatte ancora per le sue battaglie e per quelle degli altri ma questa volta senza aspettarsi nulla in cambio. Lo faccio un po’ alla volta perché non è mica facile, eh. Sto cercando di abituarmi all’idea che le persone mi pensino almeno un terzo di quanto io penso a loro. E’ dura da mandare giù. Ci sono dei momenti in cui mi aspetto il colpo di scena, quello che si verifica ad un certo punto in un romanzo o in un film. Ma non vivo in un film o in un romanzo, io. Non ci sarà nessun incontro con nessuno, nessun evento importante, nessun miracolo di nessun genere. Ci saranno solo piccole cose. Qualcosa che va male, qualcosa che va benino, qualcuno che sta male, qualcuno da festeggiare, i soldi che non bastano, i soldi che si recuperano, i soliti discorsi sul tempo e sulla crisi che stanno anche frantumando i coglioni, ma questo c’è e questo ci prendiamo.

Sono arrivata cosi a fare spazio a quell’immenso saccone del mio dolore perché purtroppo ce ne sarà dell’altro, sempre. Inutile negarlo. Ci saranno anche momenti belli e felici e spensierati in cui avrò la sensazione di toccare in cielo con un dito e voi lo saprete, perché verrò qui a scriverlo, ma oggi non è cosi per cui sorbitevi questa depressione cosmica. Tuttavia ho molte più certezze e poche speranze. In realtà se mi chiedessero come mi vedo tra 5 anni non saprei cosa rispondere. Se mi chiedessero cosa mi piacerebbe fare tra 2 anni rispondere che non lo so. Non riesco neanche a pormi il problema. Attualmente non vedo niente… magari ripassate tra 2 anni o 5 e chiedetemelo di nuovo. Chissà… potreste essere più fortunati.

Sono cascati anche un bel po’ di pregiudizi. O quanto meno cerco di non farmeli più senza conoscere, senza avere un minimo di materiale su cui far lavorare il mio cervello. Lo devo. Alle persone prima di tutto. Non mi piacerebbe essere etichettata come qualcosa che non sono a prima vista. Per cui ci provo.

Dire che sono cambiata sarebbe superficiale, lo facciamo tutti giornalmente. Non oso neanche dire che sono più vera di due anni fa. In realtà non lo so. Nella mia testa continua a frullare l’idea (forse troppo romantica e smielata) che per conoscere davvero se stessi bisogna anche rapportarsi con qualcuno che si ami veramente. Qualcuno che devi vivere realmente ogni giorno.
Ad ogni modo tutto questo lugubre e deprimente post per dire grazie anche a voi. E per dire anche grazie all’inventore di internet e di blogger perché senza di loro…beh… non saremo qui.




Un brindisi a me, a voi ed a loro.

24 commenti:

  1. Per i brindisi io ci sono sempre! Auguri!

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  2. Un terzo di quello che mi pensi tu?? Un TERZO? tsé...sbarbatella! Diciamo un 18esimo di quello che tu pensi a me! E non bere da sola che fa sfiga. E non essere depressa che fa sfiga. E metti a posto in camera che sennò mi incazzo. ( così..tanto per rompere le palle!!) <3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3

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    1. La camera è in ordine :D
      <3 <3 <3 <3 <3

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  3. Ti leggo relativamente da poco ma so che, quando passo da qui, nonostante tutto mi strappi sempre un sorriso. Ed è merce rara.

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  4. Ciao Cri! Buon primo blogcompleanno allora! :)
    Mi sa che ci siamo iniziate a leggere poco dopo il tuo inizio, no? Boh, non mi ricordo, però ormai è da un po' mi sembra.
    Anch'io non sto attraversando proprio un periodo idilliaco e anch'io non so dire che cosa starò facendo tra 2 o 5 anni. Chissà. Spero solo di cavarmela meglio di adesso.
    Visto che ci conosciamo da un po' ormai e che mi fido di te, volevo invitarti a leggere anche l'altro mio blog, che però è privato ed è molto più personale degli scarabocchi. Se vuoi leggerlo mi serve l'email del tuo account, così posso inviarti l'invito! :) Se vuoi scrivimi a scarabocchidipensieri@gmail.com

    Un bacione! :D

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    1. Si penso un paio di mesi dopo...
      Ora ti mando l'email :P

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  5. In alto il calice (va beh, è un bicchiere di plastica, va bene lo stesso?), cin cin! :)

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  6. E' un post veramente bello e profondo Cri...mi ci riconosco in tante cose...scriviamo per un bisogno personale e poi ci accorgiamo che qualcuno ci segue e anche se da lontano, ci sostiene nelle nostre battaglie per una vita migliore...oggi la vita non e' facile ma sono certa che prima o poi le cose cambieranno in meglio e riusciremo a realizzare i nostri sogni. Un abbraccio...e avanti sempre! :**

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  7. Adesso mi commuovo!
    Sono proprio contenta che tu abbia cominciato questo blog così hai conosciuto l'Ade e io ho conosciuto te :D

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  8. Auguri al blog della Cri! Quale miglior modo per trovare la propria anima gemella? <3

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