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mercoledì 26 giugno 2013

Book: Il vangelo di un utopista

Avete mai letto i primi dodici articoli della Costituzione italiana? Probabilmente sì, a scuola o magari  all’ università per qualche esame. Li ho letti anch’io a suo tempo. 
Li ho riletti ieri, dopo un paio di anni, in “Le preghiere di un utopista” allegato insieme al libro “Il vangelo di un utopista”.
Un prete che considera la Costituzione italiana uno dei suoi vangeli, chissà quanto bruciore di culo avrà causato alla Chiesa cattolica, quella che Don Gallo accusa liberamente di farsi troppo gli affari che non le appartengono, che ha stretto la mano di tanti dittatori, che ha chiuso troppe volte gli occhi, che ha causato guerre e che abusa di chi non si può difendere. Proprio quella chiesa che dovrebbe difendere invece attacca. E lui l’attacca a sua volta, senza timore e senza ripensamenti.

Siamo prima di tutto umani, scrive in questo piccolo libro.
<<L’obiettivo prioritario, a mio avviso, deve essere la lucida difesa della laicità di tutti: apparteniamo tutti a un’unica famiglia umana>>.

Prima ancora della fede viene l’etica. E finalmente scopro qualcuno che la pensa come me…  allora non so poi cosi scema. A fanculo quelli che dicono che fare la cosa giusta non serve se non aderisci ad una religione precisa, se non sei nella verità (le tipiche parole di un testimone di Geova)
E’ facile, dice don Gallo, prende un pezzetto di Bibbia e affibbiargli il significato che si vuole. E’ quello che fanno i musulmani fondamentalisti, quelli che noi Occidente disprezziamo tanto.

Un prete che afferma che il suo Dio è quello che non vieta il preservativo che ostacola la diffusione dell’Aids, che non impone alle donne le sue convinzioni sull’aborto,  che non toglie alle persone non sposate il diritto di amare, che non è convinto di essere il solo vero Dio, era un prete di cui fidarsi, peccato non averlo conosciuto meglio prima.

Tra le sue preghiera, oltre a quella scritta di suo pugno ed ai primi 12 articoli della Costituzione italiana, inserisce il Padre Nostro, O Bella ciao, Smisurata preghiera di De Andrè.

Per questo l’ho amato. Perché prima di tutto è uomo e solo dopo un fedele. <<Io sono un prete, sono un cattolico. Ma prima di tutto, come ogni mio fratello e sorella, appartengo alla razza umana.>>

12 commenti:

  1. Ma quanto sono contenta che ti sia piaciuto! :D
    E quel pensiero dell'etica che viene prima della fede è un sacco mio, come tutto il suo discorso sul crocifisso. Era un prete molto più laico e aperto di tanta gente che si incontra per strada. Mi sono molto sorpresa di trovarmi d'accordo con un sacerdote su un sacco di cose! Non è da me. :)

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  2. Dimostra che fede e logica possono anche coesistere. Cose che non si sentono spesso, purtroppo

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  3. "A fanculo quelli che dicono che fare la cosa giusta non serve se non aderisci ad una religione precisa"
    Sono d'accordo con te. PEnsa che io, una fede, me la sono creata da zero su misura per me O.o

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