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giovedì 14 febbraio 2013

Quello strano mondo del liceo classico #2#

La prima parte la trovate QUI.
Fatto? Ecco adesso prendete un poco della vostra colla vinilica....ah no quello è un altro programma.

Una seconda verità inconfutabile che ruota attorno al mondo del liceo classico riguarda l'odio verso la matematica. In realtà ogni materia escluso il latino, il greco, l' italiano, la storia e, a partire dal I liceo, la filosofia, conta poco o non conta proprio.
Persino la letteratura inglese che Danielina cercava di insegnarci veniva un po' snobbata da tutti. E lei lo sapeva. A tal punto che un giorno si riferì ai suoi colleghi di greco, italiano/latino e storia/filosofia come ai tre moschettieri.
A volerci pensare bene con le insegnanti d'inglese non siamo stati fortunati. Eccetto una. Che è durata giusto giusto un anno. Il primo. Poi in V ginnasio è arrivata lei. La Vichinga.
Il soprannome è frutto della mente di un professore di religione di un altro corso. Un prete, tra l'altro. Che l'anno scorso è stato arrestato per essere stato beccato in macchina con un minorenne. E ovviamente non stavano leggendo la Bibbia. Comunque.
La Vichinga non era tanto intelligente. Ci consegnava il compito per intero anche se, nelle due ore consecutive con lei, in mezzo c'era la ricreazione. A quel punto lo ritirava per poi farcelo tranquillamente completare dopo. E noi tranquillamente passavamo la prima ora del compito a copiare il medesimo compito sul banco o su un foglio poi nell' intervallo i più bravi lo svolgevano mentre gli altri si affrettavano a comprare qualcosa da mangiare anche per chi non poteva scendere. E c'era sempre qualcuno di guardia.
Fu così che un giorno la Vachinga arrivando fece cadere tutti i compiti per terra. Li raccolse imprecando contro la cerniera dello stivale che si era bloccata. Li posò sulla cattedra e domandò se qualcuno poteva aiutarla.
Da veri samaritani ci fiondammo verso di lei. Solo che ognuno prese il suo compito e tornò al suo posto, lasciandola là come una broccola insieme alla bidella che cercava di liberarla dallo stivale. Alla fine disperata disse: "A chi mi aiuta darò un punto in più". L'aiutò un mio compagno che nonostante tutto prese quattro.
Ma mai l'odio per l'inglese poteva battere quello per la matematica. Forse è per questo che stimavamo i ragazzi dello scientifico. Li vedevamo come pazzi suicidi che si immolavano per il bene della patria. Nella gerarchia delle scuole più impegnative loro si collocavano un gradino sotto di noi (ovviamente no sto qui a dirvi che sopra di noi non c'era nessuno).
Badate bene però: il fatto di odiarla, la matematica, non ci autorizzava affatto a non studiarla per quanto cercassimo di evitarla.
Il problema nostro fu che avemmo un' insegnante un po' particolare. Una che aveva due polpacci che manco Rocky Balboa aveva. Che per spiegare le equazioni tirava in ballo Carlo e Camilla, per spiegare fisica parlava di panettoni schiacciati e di cose alquanto bizzare. Una volta, durante un battibecco con un compagno, prese il cestino della spazzatura e tentò di mettercisi dentro. Ora, come ben potete immaginare l'impresa fu parecchio ardua per cui alla fine vi entrò solo un piede. Il significato di tale gesto è ancora ignoto ed oggetto di studi da parte di un gruppo di ricercatori della California. L'ultimo anno andò in pensione, salvandoci di fatto il culo perché con la nuova insegnante migliorammo tutti. Fu una vera benedizione nell'anno dell'esame di Stato. 


Terzo elemento peculiare dello studente del classico è l'uso di termini greci o latini durante una conversazione qualunque. Questo potrebbe essere considerato il nostro marchio di fabbrica.
Un marchio che è bruciato parecchio i primi due anni. Trascorrere 18 ore alla settimana con la stessa professoressa, per quanto potesse piacerti, alla fine scocciava. Aggiungete che ci massacrava di compiti. Che in classe non doveva volare una mosca. Per cui o l'amavi o la odiavi. Questa scelta portò ad un vero e proprio esodo di sei ragazzi verso altre classi, alcuni addirittura rimasero talmente traumatizzati che cambiarono totalmente indirizzo.
Dicevo, non sorprende il fatto che nel mezzo di una conversazione con il titolare io me ne esca dicendo: "La verità è che io qua dentro sono un 
φαρμακός (pharmacos)."
Ora. Non lo avessi mai fatto. Lo sguardo che mi fece lui e il rappresentante che era con lui non potrò mai dimenticarlo. Per cui non fatelo in presenza di chi non capisce un cazzo di latino e greco.
Poi lo studente della V ginnasio lo riconosci a primo colpo. Scrive utilizzando l'alfabeto greco, compresa la lista della spesa dettata dalla mamma o la formazione del Fantacalcio. Declina incessantemente ogni nome: Singolare: Puaella, puaellae, puaellae, puaellam, puaella, puaella. Plurale: Puaellae, puaellarum, puaellis, puaellas, puaellae, puaellis. All'infinito. 

I vocabolari diventano i suoi amici più fedeli.
Ma il bello viene con la letteratura.
Io mi sono totalmente innamorata di quella greca. Sarà che il nostro prof. di greco è riuscito a trasmetterci, anche ai più tontoloni, questo amore e questo rispetto. 
Lui era l'uomo di ghiaccio. In una conpetizione tra lui ed un orologio svizzero avrebbe vinto lui. Il Pinta. 
Il Pinta ci lasciò un compito speciale per le vacanze del Natale del II liceo. 
Potevamo scegliere tra vari opzioni ma dovevamo lavorare in gruppo: ricerca e relazione personalissima o registrazione radiofonica di un passo di una qualunque tragedia stile Fiorello e Baldini o recita in video. 
Panico. 
Alla fine tranne quattro mie compagnie che scelsero la relazione, gli altri optarono per il video. Io ero con la mia migliore amica A. e due compagni esclusi dagli altri gruppi. 
I video venivano visti dal prof. (chissà quante risate si sarà fatto quel bastardo...) poi la valutazione doveva essere anche in parte nostra per cui un giorno ci dilettamo con la visualizzazione di questi piccoli capolavori. Tutti rispettosi dell'originale. Tranne quello che fece il mio gruppo. 
Girammo Prometeo Incatenato versione spionaggio, FBI. Con Zuppy (lo stesso del quattro d'inglese) nei panni del Promoteo arrestato perchè aveva tentato di consegnare un'arma segreta (il fuoco) agli uomini, con W. nei panni di Ermes  e io ed A. in quelle delle Oceanine. Insomma un capolavoro.
L'ultimo anno si inventò le Hot week: una settimana in cui saremo stati interrogati in tutte le sue ore e in cui avremmo dovuto preparare la lezione per gli altri. 
A questo uomo non mancava di certo la fantasia.
Poi c'era Dante. Fatto per bene. 
I liceo: Inferno, II liceo: Purgatorio e III liceo: Paradiso. 
Ed io che ricordo ancora la spiegazione della M. mentre non ricordo un piffero di quelle di P. (che ne ha preso il posto all'ultimo anno.)
E poi ci sarebbe tanto, troppo. Forse un'altra volta.
Concludo con il famoso: "Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi" della I Bucolica di Virgilio. Perchè? Perchè ci serviva come "cantilena" per eseguire la metrica. Già. Noi dovevamo leggere in metrica. E mica cazzi, eh.

Cristina.

10 commenti:

  1. E i poveri studenti del Tecnico Industriale dove sono, nella classifica?

    Che noi avevamo un classico attaccato al nostro il istituto. Si chiama Montale. Ma noi lo chiamavamo in modo che l'accento cascasse dove puoi ben immaginare.

    Counuque me piace sta rubrica. Me riporta al passato. 5 anni di tutti uomini, spacciatori delinquenti o esauriti. Fico.

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  2. Tecnico Industriale, bleah. Siete molto in fondo.

    Comunque la mia classe era l'unica che avesse ragazzi a volontà. Tipo 14 ragazzi e 8 ragazze. Meglio così perché le vere risate le facevano fare loro.

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  3. A proposito di Tityre, la mia prof. di lettere del liceo ci disse che una volta, in una conferenza, Eco entro con un tamburello batteva facendo "ta-tatata-tata" e la gente si guardava allibita. La sua risposta fu "Bucoliche di Virgilio, cosa vi meraviglia?".

    Comunque quello di IV ginnasio lo riconosci perché è ancora sorridente e felice, non sa cosa gli aspetta.

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    1. Stima per la tua prof. :)

      Mah. Io dopo neanche un mese mi dicevo: ma chi me l'ha fatto fare? :)

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  4. Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi
    siluestrem tenui musam meditaris auena:
    nos patriae finis et dulcia linquimus arua....


    Il mio ex prof di greco teneva il tempo con il metronomo.
    E se sbagliavamo,sbatteva i pugni sulla cattedra talmente forte da farlo cadere.

    Sono traumi!!!

    P.s. però,credo che prof del genere ci siano solo nei licei classici siciliani,soprattutto tra Catania e Palermo ;)

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    1. Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi .. ogni tanto la canticchio ancora :D

      Siamo un concentrato di pazzia e allegria noi siculi :)

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    2. Sì,anch'io di tanto in tanto la ripeto,e se non penso a Tityre parto con:
      Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris.... xD

      E' vero,siam un concentrato di pazzia e allegria,soprattutto quando i prof fanno lezione in siciliano,consigliano di istituire il gruppo Simposio (ripetendo tutto quello che si faceva durante i simposi),la prof di inglese preferiva parlare di risotto ai funghi al posto della grammatica e quella di latino ed italiano,tra una domanda sul sesso rivolta a noi fanciulle e un racconto dei suoi presunti spasimanti in quella che fu la sua gioventù,si concede un:
      "ma se avete problemi a me me lo dicete,vero?" :D



      Inoltre,ho avuto anche una prof di Palermo.
      Immaginati quindi le guerre tra studenti catanesi e prof palerminata ad ogni partita di calcio :D

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    3. dohh,volevo dire palermitana xD dislessia,portami via xD

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    4. Il mio prof di greco, nonostante non fosse molto aperto con noi, era un genio. Ci ha fatto recitare parti di alcune tragedie ed io e il mio gruppo abbiamo riadatto Prometeo Incatenato. E' stata uno spasso xD

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    5. Sì,l'ho letto in un tuo post xD
      Il mio invece continuava a credersi un latin lover (da giovane era effettivamente un bell'uomo,ma quando fu il mio insegnante al triennio aveva superato la fase "bono mature") e di tanto in tanto si concedeva un complimento verso noi ragazze (es: una mia compagna era callipigia,io avevo un seno giunonico....) xD

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