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venerdì 18 gennaio 2013

Questioni aperte.

Non sono riuscita a distinguere se fosse una giornata di sole o una limpida serata, nonostante abbia alzato in su la faccia.
Sono per strada, di fronte al palazzo dove sono cresciuta per vent'anni. Con me c'è mia sorella, so che c'è anche se non è nel mio campo visivo. L'unica persona che vedo è una ragazza. Non riesco bene a mettere a fuoco il suo viso però riesco a riconoscerla dal taglio e dal colore dei capelli. 
Lei non c'era all'epoca dei fatti però me la ritrovo là. Silenziosa. Ogni tanto mi rivolge un sorriso e mi tiene costantemente la mano.
Saliamo le scale di corsa. Presto. Altrimenti non riusciremo a salutarla. A dirle Addio. O semplicemente Arrivederci.
Cosi siamo nella vecchia stanza da pranzo. Una stanza piccola. Ma c'è gente. E c'è una donna che seppur abbia le sembianze di un'altra in realtà so essere mia nonna. Forse perchè io una vera nonna non ce l'ho avuta. Ci abbracciamo e piangiamo. 
Mi distacco e mi dirigo nella stanza da letto; prima mia sorella, poi io, poi la ragazza.
Lei è distesa nel letto, di fianco come sempre. 
Ci avviciniamo. Le lacrime scendono come non mai. Ma sono silenziose. 
Dice qualcosa. Qualcosa che sembra significare: "Ricordatevi che vi voglio bene".
L'ultimo ricordo è la mano della ragazza che stringe forte forte la mia e che mi mette l'altra sulla spalla, mentre io continuo a piangere.
Stop.
Mi sveglio.
Ho concentrato l'attenzione su quella ragazza che mi stringe la mano, perchè il resto parla chiaro da sè. Perchè una situazione cosi l'ho già sognata mille volte.
E la verità è che sotto sotto non riuscirò a dimenticarmi la sensazioni di abbandono lasciata da chi doveva esserci in quei giorni. Chi doveva tenermi la mano e non c'era pensando di fare la cosa giusta. Avrei dovuto capirlo da lì cosa mi attendeva. Cosa stava succedendo. 
E mi secca dover pensare a cose successe anni fa. E ancora di più scoprire che ancora un pò non mi è passata. Che è rimasta ancorata a me. E chissà quando me la lascerò alle spalle. 

E comunque aveva ragione Buffy nel dire che si è destinate a restare sole. Di fronte a tutto. Di fronte pure alla morte.

7 commenti:

  1. Quanta sofferenza nelle tue parole! Il fatto che ti sorprendi a scoprire che non è passata mi sembra rivelatore, come se ti dicesse che non l'hai ancora elaborato. Vabbè, che cosa intelligentona che ho scritto: il titolo è questioni aperte! Di fronte a certe cose credo anche io si sia soli con se stessi, ma cercare l'altro non guasta! Baci affettuosi

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  2. Non so, quella maglia neroazzurra che sta lì sulla destra, con quel (grandissimo) uomo che regge una coppa mi ha fatto pensare molto se seguirti o meno.
    Ti darò una possibilità, dai!
    :D

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    1. quello è il mio Dio. quella è la mia fede.
      :))

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  3. qualcuno ci doveva essere e non c'è stato, qualcuno che non avrebbe dovuto essere li purtroppo è rimasto e qualcuno che non doveva/voleva andare via è dovuto andare. lasciali andare Cri. I rimpianti e le offese, i rancori e le mancanze. non le hai avute allora e non li avrai mai più, campassi cento anni. magari non è stato fatto apposta, magari si proteggevano magari no. ma non c'erano e tu non puoi fare niente per cambiare questa ingiustissima cosa che ti è capitata. puoi solo cambiare il percorso dei tuoi sogni, cazzo se puoi, piano piano un passo alla volta. solo pensando non a come sarebbe stato se ci fosse stato chi doveva ma ricordando come era quando c'era chi voleva stare con te e avrebbe voluto esserci sempre. e io a te piccirinna ti vogghiu bene assai assai.

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  4. Il fatto che tu soffra ancora per questa perdita dovrebbe renderti orgogliosa di te stessa. Vuol dire che nonostante il tempo non hai dimenticato la persona perduta (cosa che invece molte persone cercano di fare a tutti i costi). Ricordare una persone vuol dire farla vivere nonostante la morte... farla vivere dentro di noi. Sii fiera di te stessa perchè non solo fai vivere questa persona ancora oggi, ma dimostri d'avere ancora une bella fetta di pura essenza umana nel tuo cuore.

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