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venerdì 5 ottobre 2012

Tumori

Se un giorno mi dovessero diagnosticare qualcosa penso che io non mi curerò.
Penso che me la spasserei davvero perchè tanto se sono fortuna me ne andrei nel giro di un anno massimo due.
Perchè fino a questo momento nessuna persona vicina o conoscente è andata oltre.
Sembra un' epidemia. Di gente che se ne va.
Mia mamma due anni dopo l'operazione.
G. grosso modo lo stesso.
E poi c'è stato l'amico di papà, la mamma di Cass, il papà di M. e adesso quello di S.
E non importa se viene colpito il polmone, la schiena, il cervello. Sembra che non ci sia futuro più lungo dei due anni.
E fa male ogni volta.
Come se ti capitasse di nuovo. 
Cambia solo l'intensità con il tempo. Almeno questo aiuta.
E poi ti resta l'angoscia che qualsiasi cosa possa significare il peggio.
Come la tosse che ho. Che papà guarda angosciato per cui vuole portarmi dal dottore. E un pò di angoscia ce l'ho anch'io, che credete.
Ma sono appena uscita dall'influenza, forse è solo muco.
Aspetta che faccio una ricerca su google e vedo se il timoma è ereditario.
No, forse non lo è.
E poi ti arriva un altro messaggio che ti comunica che dall'altra parte della città una donna è diventata mamma e un uomo papà. Un nuovo bimbo è nato e sarà amato e coccolato.
E nella tua mente torna il titolo di quel libro che hai letto e che parla proprio di lezioni di perdita, di amore e di felicità. 
La vita è così.

26 commenti:

  1. E' vero, la vita è così. E io non so far altro che darti ragione. Perché quando si tratta di cose serie, niente. A me le parole non escono mai.

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    1. non escono manco a me che dal''altra parte ci sono passata..

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  2. Stavo leggendo proprio ieri su wiki del timoma.
    Mi aveva incurisito.

    E comunque me sei piaciuta alla fine. "La vita è così." Già.

    "

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    1. E' proprio il titolo di quel libro.
      e poi, cazzo, ammettilo che io ti piaccio (quasi) sempre :)

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  3. questo è quanto,
    c'è da prendere tutto, tutto finchè si può.

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  4. Anche io conosco più persone che sono morte rispetto a quelle che sono guarite. Quando ero più piccina si era ammalata una mia zia, ma io ero una bimba e nemmeno capivo la gravità della cosa o il perché di quelle parrucche. Quando ho capito lei era già guarita e aveva già di nuovo i capelli a caschetto. Da grande volevo fare il medico, poi a 16 anni un'altra mia zia, mamma della mia cuginetta "preferita" con cui sono cresciuta, ha saputo di avere un tumore al seno. Era giovane. I medici dissero che non c'erano speranze e che aveva sei mesi di vita. Ricordo ancora il gelo di quei mesi, ho i brividi anche adesso che mi sono tornati in mente. In realtà hanno tentato ogni cura sperimentale e quei sei mesi sono diventati tre lunghi anni. Gli ultimi mesi forse era meglio che fossero evitati, ma certo non devo spiegarlo a te. È morta dieci giorni prima dell'inizio della mia maturità. Ovviamente il mio sogno di indossare un camice bianco si è volatilizzato.
    L'anno dopo mia sorella si è sposata, a giugno è nata la sua bambina e tutti sappiamo quanto a mia zia sarebbe piaciuto vederla e prenderla in braccio. Andava pazza per le scarpine da bambini. Mia cugina, sua figlia, gliene ha regalate un paio con Minny. Sono bellissime.
    Dicono che la vita è così, che in qualche modo continua, anche se ci pensi, anche se fa male, ma non so se mi ci abituerò mai.
    Scusa se mi è uscito un commento così. Avrei voluto essere più sintetica e meno triste, ma quando sento quella parola, quella del titolo del tuo post, mi sento gelare e mi sembra di essere ancora lì, al giugno di quasi quattro anni fa.

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    1. Ti capisco. Quando si vive una tragedia, essa torna ogni qualvolta senti che qualcuno la sta vivendo.
      però si va avanti. nonostante tutto.

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  5. Non dire cazzate. Tu devi andare dal dottore per vedere la tua tosse. DEVI. e no, non perchè potrebbe essere qualcosa di serio, non lo è, ma per te e sopratutto per tuo padre. L'angoscia che si prova a veder morire chi si ama non è niente a confronto della paura che si ha dopo di vedere i propri figli stare male. "Se dovessi stare male non mi curerei..." non dire cazzate, non lo fare...cosa avresti detto alla tua mamma? sai quanto questo argomento mi sta a cuore e immagino tuo padre a ogni tuo colpo di tosse, quindi piuttosto che pensare a quanto è ineluttabile la vita prendi un cazzo di appuntamento e vai dal medico. Poi torna da tuo padre e rassicuralo. poi scrivi il post che io aspetto .

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    1. andrò dal dottore.
      che se te incazzi tu c'ho paura :)
      NB: il non volere essere curata è riferito a cose più gravi. ma so che alla fine lo farei.

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  6. troppa tristezza cri.
    che c'è bisogno di leggerezza, lo sai?
    ti abbraccio.

    e vai dal medico. SUBITO.

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  7. La vita è proprio così. In fondo è per questo che va presa e vissuta con leggerezza. Senza freni o troppi pensieri. Non è mica permanente :)

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    1. peccato che ce ne rendiamo conto in momenti come questi.

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    2. proprio vero, io l'ho capito davvero solo quando ho stretto la mano a mio padre mentre stava andandosene per sempre...
      e da allora ogni giorno che passa mi sembra quasi una ferita, una cicatrice indelebile che distrugge poco a poco quello che resta...
      e solo con l'ironia sfrenata, e il non pensare troppo riesco a riderci sopra e fregarmene un po' del senso della vita ;)

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    1. già. come un mattone sulla testa.

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  9. Ho difficoltà nel commentare questo genere di post.

    Una volta cominciai a scrivere una di quelle storie che come sempre lascio a metà. La storia di una venticinquenne e del suo tumore ai polmoni. Inutile dire che fosse la mia storia, il mio modus operandi nel caso in cui io dovessi ammalarmi di cancro. Una specie di libretto di istruzioni per l'uso, un manuale, per un futuro.
    Forse nemmeno io mi farei curare. Ma solamente perchè vorrei provare il brivido della più pura libertà. E' un paradosso, poi. Sapere esattamente quando e come dovrai morire in qualche modo ti incatena, ti manda fuori di testa, ti sembra che tutto ti sia limitato, ma al tempo stesso di consente di vivere nella maniera più libera possibile, se decidi di farlo.

    Non so. E' tutto molto complicato.

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    1. No Arianna, non è complicato, sei solo giovane e libera. Non lo dico con paternalismo, perdonami. Anche io da giovane sfidavo il destino, giocavo con i pensieri di morte, sfidandola, ora non più. Ora, tutt'al più combatto le crisi di ansia e non è un bel passaggio.

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  10. Ho aspettato a commentare perché tocchi un tasto dolente. Ogni volta che venivo a Palermo a trovare mia madre malata c'era il tassista che ironizzava "eh, tumore vuol dire -tu mooorii!-" Era persona degna e fidata se no l'avrei mandato a quel paese, lo diceva con lo spirito delle persone semplici che vogliono a loro modo darti conforto. Questo mentre sfrecciavamo sul suo taxi sull'autostrada e poi in Via Libertà e poi giù al porto dove poi trovavo il letto di morte di mia madre. Lei alla fine implorava di non darle più nutrimento e medicine, non ne poteva più. Quattro anni di calvario. Sono situazioni strazianti, che non auguro a nessuno, ma il dolore ti si scolpisce dentro. Io ho appena subito un intervento per un sospetto tumore, era benigno ma con alto potenziale maligno. Ho una zia morta di tumore al seno, per cui ringrazio la prevenzione. Lei non l'aveva mai fatta, anche lei un calvario. No, io lotterò sempre. Scusami, Cristina. Sopratutto se hai un figlio o più non puoi non lottare.

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    1. E' vero. E' un dolore che ti rimane dentro e non esce più.
      E lo so che alla fine mi farei curare anch'io, che sono una "scantulina" per certe cose.
      E solo che ultimamente non vedo un solo caso positivo, che per carità ci sono! e ci sono perchè si incontra il medico giusto, l'ospedale giusto, la cura giusta.
      Anche mia madre ha lottato finchè ha potuto. e penso che ha spingerla ci sia stato lo stesso motivo.

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  11. Ciao,
    ti leggo per la prima volta e l'argomento è un tantinello serio...
    Ho sempre pensato anche io che vorrei vivere i miei ultimi mesi fuori dagli ospedali, in giro per il mondo, a godermela. Purtroppo come si reagisce a certe notizie lo si scopre soltanto in quel momento, e quella degli ospedali non è una scelta. Lo sai fin troppo bene tu, purtroppo.

    Mia nonna, mia zia e mia suocera sono state operate di tumore decenni fa. Stanno ancora bene...

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  12. Ciao Rachele.
    Si questo è un post un pò serio perchè purtroppo nella vita certe bastonate ti arrivano da qualsiasi parte e in qualsiasi momento.
    Tu, hai colto in pieno quello che volevo dire. L'idea di dover vivere gli ultimi mesi in ospedale mi fa orrore.. da qui il mio, esagerato, "non mi farò curare".
    e si, c'è ancora speranza contro questa brutta malattia e solo che mi sarebbe piaciuta vederla più da vicino che sempre e solo da lontano. :)

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  13. io ho perso mia madre nell'anno che dovevo fare i 18... :'/

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