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sabato 8 luglio 2017

Siamo in estate. Ma va là che non ce ne siamo accorti.

No, ma non fa caldo. 
Cosa vuoi che sia arrivare al lavoro alle 8:30 che sei già sudata che manco Bolt quando arriva a fine corsa.
Bella l'estate, sì. Con i suoi 40° all'ombra, la tua puzza di sudore che si mescola con quella degli altri, il trucco che si scioglie non appena metti un piede fuori casa. Sì, figa l'estate....
Quando sei ricco. O quando hai sposato un ricco. Allora sì che è bella.
Mare, abbronzatura, gelato, cocktail, aperitivi sulla spiaggia, serate in terrazza al fresco.
La marmaglia, io, noi, invece, la viviamo così:
- Alzarsi dal letto leggermente accaldati manco avessimo fatto una notte di sesso sfrenato
- Lavarsi rigorosamente con acqua fredda
- Colazione in cucina senza aria condizionata o ventilatore
- Rilavarsi, vestirsi e truccarsi
- Mettere il primo piede fuori alle 8:15 e sentire l'ebbrezza delle fiamme addosso stile Daenerys Targaryen quando esce dal rogo


- Entrare in ufficio e sperare che il capo accenda l'aria condizionata
- Fare sali e scendi in azienda. Passare da un clima tropicale a uno nordico nel giro di una rampa di scale
- Vedere il trucco colare gradualmente
- Uscire dal lavoro e prende una gradevole e sana boccata di umidità 
- Rientrare a casa e lavarsi con acqua congelata
- Procedere con la quotidiana routine serale con il ventilatore puntato addosso
- Abbracciare il letto 

Sì, l'estate è decisamente per i ricchi. 

domenica 14 maggio 2017

Perdonami.




<<Era solita essere la mia unica nemica e non mi lasciava mai la mia liberta',
riprendendomi in posti dove ora so non avrei dovuto essere,
ogni altro giorno in cui esageravo,
non era mia intenzione essere cosi' cattiva,
non avrei mai pensato che saresti diventata l'amica che non ho mai avuto... >>

lunedì 1 maggio 2017

Nessuno è quello che sembra.

Penso che esista un principio naturale secondo cui più mi ripeto che nessuno è quello che sembra più finisco per lasciarmi abbindolare dagli altri. Mi fido di una persona o comincio anche solo a pensare <<toh, guarda, questa persona mi sembra una persona di cui potermi fidare>> che sbam.. me la prendo nel culo. 
E più vivo nel mondo più capisco che sono poche le persone di cui posso realmente prendere per vere le parole che dicono. 
Come se le bugie non avessero le gambe corte.
Come se nascondersi dietro a un dito non fosse da stupidi.
Sarò anche un'ingenua idealista ma sono anche quella che ha il super potere di scoprire la verità nei modi più strani possibili. 
Quindi, un consiglio: con me non attacca. 
L'unica arma che avete contro di me è la gentilezza. Se siete gentili con me avete una buona probabilità di farla franca. Anche se so che state mentendo. 
Che poi qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte sulle bugie dette, su quelle che fanno davvero male e su quelle che, a conti fatti, ma chi cazzo se ne frega. 
Alla fine penso di avere le spalle abbastanza larghe da ripararmi dai colpi blandi, quelli che spesso sparate solo per il prio di premere il grilletto. Alla fine non volete fare del male. Siete solo stupidi per la maggior parte.
Il problema è quando siete Dolores Umbridge con quella faccia da persona per bene ma il cui unico scopo è quello di distruggere tutto e tutti. 
Lì la faccenda si complica un poco ma vuoi che una Cacciatrice non faccia il culo a una che veste come la regina Elisabetta?


Ma oggi sono buona. Vi darò un'altra possibilità. Vediamo se il genere umano è davvero prossimo all'estinzione o se è degno di sopravvivere.

domenica 16 aprile 2017

Allora le gioie esistono.

Da un posto che và oltre il nostro spazio e il nostro tempo è arrivata una voce che mi ha chiamato e mi ha detto pressapoco così: <<Sei libera domani per venire a lavorare?>> 
Ho risposto di sì.

Era la voce di una gioia. 



martedì 4 aprile 2017

Un posto sicuro.

Nella mia vita ho sempre cercato di trovare le risposte adatte a me, alla mia personalità all'apparenza semplice e lineare ma abbastanza gomitolo impazzito se vista da dentro. Le risposte mi sono servite a mettere ordine tra i sentimenti, a calmare quel senso di ansia che alla fine, comunque, trova sempre nuovi punti deboli da colpire con la stessa precisione con cui Green Arrow scossa le sue frecce.


Le risposte come ansiolitico dunque.
C'è stato un tempo che cercavo di fare mie quelle degli altri senza grandi risultati. Siamo diversi, abbiamo esigenze diverse, viviamo vite diverse per cui è stato davvero stupido anche solo pensare di potere indossare le risposte degli altri. Anche quando gli altri in questione sono persone di fiducia e di cui nutro la massima considerazione.
Siamo pezzi unici che hanno bisogno di risposte uniche. 
Così ho dato un senso alla scomparsa di mia madre, se un senso possa comunque avercelo. 
Ho arginato i margini del mio sentirmi costantemente un pesce fuori l'acqua, un essere inferiore, una menomata. Quindi ho smesso di attraversare la strada quando lungo la mia direzione avrei incontrato un gruppo di ragazzi schiamazzanti, mi sono sforzata di guardare negli occhi i miei interlocutori, ho imparato a convivere con la parte che più odio di me.
Sono risposte statiche e dinamiche al tempo stesso, un pò come la vita che sembra sempre la stessa ma che in realtà va avanti, si evolve, ci cambia, ci rende migliori o peggiori, più vecchi sicuramente, più saggi non proprio.
Poi ho ottenuto risposte che non pensavo di stare cercando. Le ho incontrate per caso, 
leggendo un post per esempio. Questo post
Le ho incontrate e le ho riconosciute, magari periodicamente tendono a scapparmi via, la dinamicità che volete farci.

Ho sempre pensato di dover dimostrare qualcosa a chiunque conoscessi, di essere brava a scuola, a casa, a cucinare, a scrivere, ad organizzare una festa, a fare lavoretti home-made, ad essere sempre nella top ten della vita ma quale vita non si sa.
Anche nella lettura. 
La lettura, capite bene. Quella che dovrebbe essere uno svago, un passatempo, un momento di relax. Mi sono ritrovata ad avere trasformato un mondo di gioie, unicorni ed arcobaleni in un status sociale da raggiungere a tutti costi, al più presto, con il massimo dei risultati. 
<<Sul mio profilo Instagram ci sono così pochi libri letti ultimamente, in realtà manco uno, lo stesso giace sul comodino da settembre, e ho iniziato a leggerlo solamente a febbraio. Che pessima lettrice che sono. 
Dieci frustate subito!>> mi dicevo.
Un'idiota. 
Una vera idiota.

Ho ripreso a leggere da ieri. 
Ho ripreso quel libro sul comodino (il più brutto di Saramago che io abbia letto..) e ho proseguito come facevo un tempo: in pace.
Non è una corsa. Non è una gara. 
Sì, la mia lista di libri da leggere aumenta e aumenterà sempre, è un regola matematica, non possiamo farci nulla ma il mio, snervante, senso di inferiorità non deve più toccare questa mia parte di mondo.
<<Vorrei mantenere la lettura un posto sicuro, con i paraspigoli sugli angoli.>>


lunedì 27 marzo 2017

Dalla regia mi dicono che oggi è un altro lunedì.

Un mese è un lasso di tempo difficile da definire. 
Un mese è un'infinità di tempo con tutti quei giorni, quelle ore, quei minuti scanditi secondo per secondo, l'eternità rivelata dal monotono e logorante tic tac d' orologio. Poi lo guardi un pò più da lontano questo mese. Lo collochi lì, tra un mese e un altro, in quello che è un anno, una vita ed allora puff.. è davvero niente.
Un mese... sembra fatto apposta invece è solo una coincidenza. Pura casualità. 
Il 27 Febbraio l'ultima volta. Il 27 Marzo oggi. Ancora una volta un lunedì.

In questo mese ho fatto un colloquio, ho lasciato la cartoleria (dove non si poteva dire che ci lavoravo ma ci lavoravo) e ho fatto una settimana di prova presso l'azienda per cui ho fatto il colloquio. Una settimana in cui sono stata bombardata da una valanga così grande di nuove informazione che mercoledì (guarda caso un giorno a caso..) credevo di non farcela. Credo che sia stato possibile vedere del fumo uscire dalle mie orecchie. 
Però, guarda com'è strana questa vita, è stata anche una settimana divertente. 
Penso di non avere mai avuto quel sorriso sulla faccia prima di andare a lavorare. Il bello è che non sono stata neppure pagata per questa settimana. 
Adesso l'ultimo step è mercoledì 5 Aprile (cazzo, sì, è un mercoledì..)
Ultimo colloquio con il consulente dell'azienda, lo psicologo del lavoro in altre parole. Ho il 50% delle possibilità di farcela. 
O sono dentro o sono fuori.
Se sono dentro avrò davanti a me almeno sei mesi di lavoro da stagista (pensavate ad uno stipendio vero, eh? Che sciocchi che siete!) con la possibilità di un'estensione in quella che è un'azienda in espansione.
Se sono fuori ... beh, se sono fuori sarà assai complicato.
Una parte di me è così sicura di avere il posto che non oso immaginare il colpo che incasserò se la scelta sarà diversa. 
La vita mi deve un risvolto positivo, giusto?
GIUSTO??

lunedì 27 febbraio 2017

La bambina con gli occhiali

C'era una volta, una bambina che portava un orribile paio di occhiali da vista, di quelli che, forse, oggi, verrebbero classificati come vintage.
Questa bambina diceva di voler diventare medico. Lo diceva senza grande entusiasmo e senza neanche un briciolo di verità. Perché, allora, continuava a diffondere questa bugia insignificante? Perché medico voleva diventare quel suo compagnetto di scuola che le piaceva così tanto, salvo poi, negli anni, rivelarsi un' emerita testa di minchia. Per fortuna la cosa fu breve, la nostra bambina si gettò alle spalle la medicina e quel compagno di scuola che, per la cronaca, non divenne neanche lui medico.
La bambina crebbe e diventò un'adolescente come le altre.
Per un pò smise di portare gli occhiali, ci vedeva bene del resto.
Quando, a fine esame, la presidente di commissione le chiese che cosa le sarebbe piaciuto fare, rispose: <<La giornalista>>. Applausi dagli spalti.
Iniziò a frequentare Lettere Moderne fantasticando di diventare quella che di fatto non diventò mai.
Lasciò la facoltà dopo un paio di mesi sentendosi esausta come se avesse studiato per anni.
Furono tempi difficile poi. Fatti di perdita e di dolore.
Poi la rivelazione: <<Mi piace ascoltare la gente. Aiutarla.>>
Le settimane passate ascoltando quell'amico che amava come un fratello e oggi totalmente scomparso dalla sua vita, l'avevano aiuta a capire che Psicologia era quello che voleva fare.
Così si iscrisse e cominciò a sostenere i primi esami. Lavorava anche. Era tutto molto stressante: lavorare, studiare, stare dietro a una casa vissuta da tre persone, provare anche ad avere una vita sociale.
Poi smise di studiare e fingendo di credere che un giorno avrebbe ripreso, lasciò perdere tutto sapendo già allora che questo sarebbe stato il suo rimpianto più grande.
Cosa successe? La vita. Quella che non sai mai cosa succederà e dove ti porterà.
Continuò a lavorare passando dalla padella alla brace.
Oggi non trova neanche più il tempo e le forze per fare quello che vuole. Vive annaspando continuamente in questo mare sapendo che questa facciata di positivismo, di <<dobbiamo vedere i lati positivi>> non la salveranno quando la marea si alzerà.
Sembra essere rimasta la stessa bambina pacata di un tempo.
E' tornata ad indossare gli occhiali.
Questa volta sono meno vintage ma non sono neanche quelli che sognava di avere.
Quando si hanno pochi soldi il riciclaggio è l'unica opzione.
 Nella sua testa però si è creata questa  voragine di pensieri, immagini, sentimenti che non vedono mai la luce del sole. Se ne stanno tutti lì, rinchiusi, raggomitolati su stessi. Ogni tanto esce fuori una lacrima, più spesso invece i battiti del suo cuore accelerano in modo non del tutto normale.
Rimane zitta però la nostra bambina, perché lo sa che, se nei film quando sei a un passo dal mollare tutto arriva la svolta della vita, nella vita reale, invece, sprofondi e basta.